Google+ Pazzi per il Cinema: 2013
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martedì 31 dicembre 2013

78. Frozen - Il regno di ghiaccio (2013)

Cari genitori, quest'anno v'è andata male.
Se a punire i piccoli con palate di carbone ci pensa già il George Martin vestito di rosso, quest'anno a ricordare a noi adulti che le feste portano sofferenza ci hanno pensato quelli della Disney. Prima di addentrarci nel pieno della recensione, permettetemi però di fare una rapida introduzione al film riportando qui sotto la trama dell'opera (vergognosamente copia/incollata da Wikipedia, ma abbiate pietà...)

♬♪ ♬ Nell'antica♩♪ ♬♪ ♬♪ Scandinavia,♪ ♬♪ la♪ ♩principessa♪ Elsa♩♪ è♪ la♩♪ primogenita♪ della♬♪ ♬famiglia♪ ♩reale♩♪ ♬♪ di♪ Arendelle,♪ ed♪ è♬ nata♩♪ ♬♪ ♬♪ con♪ un♬♪ ♬particolare♩♪ potere♪ magico:♪ può♬♬ ♩infatti♪ creare♬♪ ♬e♪ manipolare♬♪ ♬il♪ ♬♪ ghiaccio♪ e♩♪ la♪♬ neve.♪ Finché♪ è♪ bambina,♩♪ questo♪ particolare♪ dono♪♬ sembra♬♪ ♬una♪ ♩♩simpatica♬♪ ♬magia,♩♪ ♬♪ tanto♪ che♪ lei♩♪ lo♬♪ ♬♪ ♩usa♪ per♪ giocare♪ insieme♩♪ alla♬♪ ♬sua♪ sorellina♩♪ Anna.♬♩♪ ♬♪♬

Come dite? Trovate difficile seguire il filo del discorso con tutte quelle note lì in mezzo?
Ah-AH! E qui vi volevo, io!
Vedete, non è che i film abbia tante canzoni, no... Ne ha TROPPE.
Il limite umano di sopportazione musicale in questa pellicola viene raggiunto dopo neanche un quarto d'ora. E non venitemi a dire che i film Disney sono tutti così perché sapete che non è vero (chi ha detto Rapunzel?) Poi, fosse solo una mera questione di quantità non sarebbe la fine del mondo, il fatto è che il tempo rubato dalle canzoni alla storia conduce alla falla che affossa l'intera sceneggiatura: i personaggi peccano in spessore. Passi la macchietta comica del pupazzo di neve, trovo inconcepibile che le due protagoniste siano così poco caratterizzate a livello psicologico. Andiamo, sceneggiatori! Avete non una ma DUE protagoniste così ben caratterizzate dal punto di vista stilistico e questo è il meglio che riuscite a fare?
Dei cattivi poi non stiamo nemmeno a parlarne. Lungi da me spoilerare ma sappiate che i "malvagi" di questa pellicola sono quanto di più insulso e scarsamente carismatico si sia visto di recente in un film d'animazione. Potreste pensare che alla fin fine si tratta di un prodotto per bambini, che sennò si spaventano o che so io. Ce li siamo forse dimenticati Jafar, Ursula o Scar? Quelli sì che avevano carisma, spessore e soprattutto erano malvagi fino al midollo. Non so voi, ma a me il politicamente corretto ha veramente rotto le scatole.

Insomma, delusione totale? Magari no. Diciamo che per gli amanti della tecnologia, Frozen si rivela una gioia per gli occhi. La neve è animata in maniera divina e se siete appassionati di queste cose saprete già quanto questo sia difficile. Altra menzione speciale per la gestione della luce, con effetti di trasparenza su ghiaccio e vestiti che saranno metro di paragone per i film d'animazione a venire. Il 3D poteva essere sfruttato con più decisione per giustificare il sovrapprezzo sul biglietto ma vabbè, di sicuro non disturba.

Consigliato a:
Chi deve portare un infante al cinema. I più piccoli si divertiranno con il personaggio di Olaf ma solo loro, sappiate che siamo lontani anni luce da comprimari carismatici quali Sebastian o Lumière.

Sconsigliato a:
Tanti. Ascoltate, volete un film Disney fatto bene, in computer grafica, con poche ma buone canzoni, che abbia una protagonista femminile carismatica e che possa essere guardato anche dai più grandicelli? Puntate a Rapunzel (magari in 3D) e non ve ne pentirete.

giovedì 26 dicembre 2013

Cosa resterà del 2013

Il primo anno di vita del blog è passato.
Considerando che la maggior parte dei blogger gettano la spugna entro i primi tre mesi dall'apertura, già il solo fatto di essere ancora qui a scrivere per voi è una piccola conquista. Ahimè il (folle) traguardo dei 200 nuovi film da guardare entro un anno è tragicamente sfumato, ma questo s'era già capito intorno a Luglio... Parliamoci chiaro, non è che di film non ne abbia visti a sufficienza, anzi! Il fatto è che io proprio non riesco a mettere da parte certe pellicole. Non sono capace di mettere da parte per 365 sere consecutive Guerre Stellari, Indiana Jones o i film di Kubrick. Come potrei poi nei momenti tristi non riguardare Totò, Peppino e la... malafemmina o Miseria e nobiltà? E come fare poi con i film nuovi? Quelli che ti mordono l'anima, che ti si aggrappano allo spirito e li DEVI rivedere la sera dopo, magari insieme a qualcuno che non li ha visti con te la sera prima.

Ma non parliamoci addosso. Sono qui per tirare le somme, per riflettere insieme a voi su quali siano i film con i quali identificherò in futuro il 2013 e quali invece quelli che mi ricorderanno che certi registi vogliono solo veder bruciare il mondo. Dato che mi sembra una sfida persa in partenza comparare film di annate differenti (anche perché con American Beauty ed Effetto Notte non ci sarebbe gara... ma senza andare troppo indietro nel tempo basterebbe pensare a Django Unchained, Vita di Pi e Noi siamo infinito per capire che di film belli ne ho visti a pacchi... Ora però chiudiamo questa digressione sennò facciamo notte) dicevo, ho pensato di mettere a confronto solo i film usciti nel 2013 e che ovviamente ho guardato (vabbè, questo era logico ma meglio essere chiari...) e ne sceglierò solo 3, un po' come ne L'uomo che visse nel futuro si sceglievano tre libri a rappresentare la summa della cultura umana, io nel mio piccolo sceglierò tre pellicole come pietra miliare (personale) di questo anno ormai passato.

MEDAGLIA DI BRONZO
Penso che Ron Howard sia il Re Mida del Cinema contemporaneo. In qualsiasi pellicola ci si metta, riesce a realizzare un prodotto che è contemporaneamente sia d'intrattenimento che profondo e significativo, e Rush non fa eccezione. Link all'articolo completo qui.

MEDAGLIA D'ARGENTO
Amo la fantascienza. Forse è il genere cinematografico che conosco meglio. Il fatto è che dopo così tante pellicole tutto comincia a sapere di "già visto" ed è sempre più raro emozionarsi come le prime volte. Ovviamente Gravity emoziona come pochi film sanno fare. Link all'articolo qui.

MEDAGLIA D'ORO
Non è per spirito patriottico che pongo sul gradino più alto del podio questo film. Semplicemente tra quelli usciti nel 2013 è quello che più di tutti mi ha fatto battere il cuore, che mi ha lasciato completamente senza fiato. Al solito, per approfondire, la recensione completa la potete trovare qui.

Bene, passiamo ora ai film che fanno preferire la pillola azzurra a quella rossa giusto nella speranza di svegliarsi e credere che la loro visione sia stata soltanto un sogno.

COCCARDA DEL CORDOGLIO
Ho controllato, al lemma Inutilità di tutti i dizionari del 2014 sarà presente come figura illustrativa la locandina qua sopra. Per approfondire l'argomento, il link all'incommensurabile inutilità è questo qui.

COPPA DELL'AFFLIZIONE
Ci sono film che dal trailer partono bene, li vai a vedere e ne rimani soddisfatto. Poi ce ne sono altri che partono bene pure loro ma che alla fine ti senti rapinato dei soldi del biglietto. Infine ci sono quelli dai quali ti senti rapinato non solo dei soldi ma anche di preziosi minuti di vita. Link alla sciagura qui.

STEMMA DELLA PROSTRAZIONE
Se da una parte film come La grande bellezza ci fanno riassaporare il Grande Cinema italiano di una volta, a farci tornare con i piedi per terra ci pensano prodotti agghiacciati come 'sta robetta qua. Link all'orrore qui.

Dato che però mi sembra brutto chiudere l'articolo con tre film sciaguratamente brutti, lasciatemi una menzione speciale per un film che oggettivamente non è in grado di competere con i tre "vincitori" del 2013 ma che comunque resterà nel mio cuore e nella mia videoteca personale:

MENZIONE SPECIALE
Vedete, non sempre si ha voglia di crème brûlée. Ogni tanto sentiamo la necessità di mangiare della semplice gelatina, e questa è sicuramente la gelatina più gustosa del 2013. Questo film DEVE essere visto, possibilmente alla svelta e di sicuro in 3D. Per sentire le mie ragioni cliccate qui

E voi cosa pensate? Quali film del 2013 ricorderete con amore ed affetto e quali invece vorreste che vi venissero sparaflashati via dalla memoria? Fatemelo sapere qui sotto nei commenti oppure mandatemi un'email (che vi ricordo essere gratis...)

sabato 21 dicembre 2013

77. Bling Ring (2013)

Due cose:
La prima, Sofia Coppola è la stessa regista di Lost in Translation, il che è sinonimo di qualità.
La seconda, tra gli attori figura Emma Watson che non solo è bella come un'alba vista dallo Spazio, ma oggettivamente è anche una delle giovani attrici più promettenti che ci siano (avete presente Noi siamo infinito? Ecco.)
Ora, viste le premesse potremmo anche chiuderlo qui l'articolo e consigliare questo film a mani basse ma non sarebbe corretto.

Sfortunatamente infatti questo non sembrerebbe essere il Capolavoro con la "C" maiuscola che speravamo di trovare. Infatti se dal lato squisitamente tecnico la pellicola è ineccepibile, con una regia da manuale ed uno dei migliori montaggi dell'anno, dal punto di vista contenutistico siamo lontani anni luce da quella che possiamo definire una solida sceneggiatura. Diciamolo subito chiaro e tondo: qui parliamo di un film che stenta a decollare, che si perde in dialoghi vuoti ed inconcludenti e che risulta a tratti noioso. Ora, a pensarci bene queste lacune potrebbero anche essere volute perché è plausibile pensare che la Coppola abbia voluto creare un film volutamente vacuo e votato all'estetica, magari per far risaltare la pochezza morale dei protagonisti. Tuttavia converrete con me che non è facile discernere tra "film inavvertitamente inconcludente" e "film volutamente inconcludente". Non è facile nemmeno decidere se questa sia una pellicola geniale che traspone in immagini l'immobilismo mentale dei protagonisti oppure se dobbiamo considerarla un'opera minore di una regista in gamba e passare oltre.
Personalmente propendo per la seconda ipotesi, ma poi vedete voi.

Consigliato a:
Chi già conosce la vicenda vera che ha ispirato la pellicola.

Sconsigliato a:
Chi pensa che un'ottima regia non faccia necessariamente un ottimo film.

martedì 10 dicembre 2013

76. Pollock (2000)

Amo l'arte.
Capiamoci, non che io sia radical chic, snob o quant'altro. E non sono neppure uno che va a mostre e concerti stile Le vacanze intelligenti. No. Semplicemente apprezzo quando qualcosa riesce a trasmettermi un'emozione. Punto. Se poi si tratta di un quadro, una sinfonia o un film poco importa.
L'altro giorno in ufficio sul tavolo della sala caffè c'era una pila di volantini sulla mostra su Jackson Pollock qui a Milano. Ora, non essendo molto ferrato sull'arte americana mi son detto: perché non colmare questa lacuna ed andare alla mostra? Detto fatto e...
Colpo di fulmine! :O
Non credevo che mi sarebbe piaciuta così tanto.
E quando qualcosa ti colpisce a tal punto che fai? Voli sulla Rete a cercare quante più informazioni possibili su quell'argomento e TAC! Scopri che esiste un film su Pollock, con Ed Harris protagonista, che ha vinto un Oscar e che non hai visto!

Ora, il film non è un capolavoro né dal punto di vista della fotografia né della regia... diciamo che Ed Harris lo preferiamo davanti alla macchina da presa piuttosto che dietro. Capiamoci, non è uno scempio ma abbiamo visto sicuramente di meglio. La sceneggiatura, asciutta e dai toni spiccatamente drammatici, è posta a servizio di una trama quasi totalmente incentrata sulla figura di Pollock lasciando in ombra tutti i comprimari e che risulta un po' lenta nella prima metà. Il piatto forte della produzione sono invece i due attori protagonisti, totalmente a loro agio sulla scena e soprattutto credibili nei proprio ruoli.
Insomma, alla prova oggettiva dei fatti il film non resterà negli annali del Cinema e sicuramente non è adatto a tutti ma vedere, avendolo visto a ridosso di una mostra che mi è piaciuta il mio giudizio non può che essere di parte e tutto sommato positivo. Tuttavia anche se con Pollock e gli Irascibili mi si è aperto un mondo che amerei condividere anche con voi, mi reputo prima di tutto una persona con i piedi per terra e sarebbe scorretto da parte mia tessere delle finte lodi su questa pellicola per convincervi a vederla.

Consigliato a:
Chi almeno un minimo è già interessato alla figura di Jackson Pollock.

Sconsigliato a:
Chi non è almeno un minimo già interessato alla figura di Jackson Pollock. I film biografici "per tutti" sono pochi e sfortunatamente Pollock non è uno di quelli.

giovedì 5 dicembre 2013

Ciak

Fatti salienti di Maggio 1985:
Esce in Italia il primo numero di Ciak ed una giovane ragazza lo compra.
La ragazza di cui sopra ed il suo giovane marito si amano e decidono per una sera di restare in casa.

Fatti salienti di Gennaio 1986:
In Italia continua ad uscire Ciak.
La ragazza di cui sopra dà i natali all'autore di questo blog.

Fatti salienti di Dicembre 2013:
In Italia continua ad uscire Ciak.
L'autore di questo blog è felice.

Molto di quello che so del Cinema lo devo alla ragazza di cui sopra, che mi ha trasmesso questa passione fin dai primissimi anni di vita. Inoltre, ho sempre avuto libero accesso alla sua collezione di Ciak. Da piccolo sfogliavo spesso le pagine di quelle riviste, soffermandomi soprattutto sulle mini-locandine o sui fumetti di Disegni e Caviglia. Crescendo, ho poi iniziato anche a leggerne gli articoli e ad ampliare così la mia conoscenza della Settima Arte (anche perché Internet in quegli anni era praticamente come se non ci fosse...)

Poi qualche giorno fa ricevo un pacco dalla Mondadori con dentro la torcia di Gravity... Un momento, io non ho ordinato nessuna torcia di Gravity! Poi l'illuminazione: quella torcia era il "premio" per le migliori venti recensioni dei lettori inviate a Ciak!
Non ci credo.
Non è possibile.
Proprio io!
Attendo trepidante l'uscita del numero di Dicembre ed eccola lì:


Ora, questo articolo non l'ho scritto per vantarmi o farmi bello sulla Rete o che so io. L'ho fatto solo perché adesso c'è una piccolissima parte di me tra le pagine di una rivista che ha inciso molto sul come io viva il Cinema e beh... questo mi rende felice.

Tutto qui, mi sembrava una bella cosa da condividere... :)

martedì 3 dicembre 2013

Problemi tecnici

Stiamo avendo problemi tecnici... o meglio ho giocato col codice HTML quando non avrei dovuto... Ma perché non mi sto mai fermo? =_=''

Fatto il rollback.
È scomparsa la barra in alto con le pagine dei siti amici et similia nonché i tasti "mi piace" dai post.
Stasera risistemo tutto...

Aggiornamento 19:30
Son ricomparse le schede in alto, soprattutto quella dei "Siti Amici" ;)
...i pulsanti "Mi Piace" ancora latitano :(

Aggiornamento 19:46
Riaggiunto il tasto "Mi Piace"

Nota personale: La prossima volta fare il backup PRIMA di mettere mano all'HTML!

Aggiornamento 17:35 del giorno dopo
Sapete, tutto è nato dal fatto che la funzione "Cerca nel blog" non funzionava. È per questo che ho messo mano al codice HTML con tutto quello che poi ne è seguito... Ora è venuto fuori che questo è un problema già noto a Google, che anche negli altri blog non va e che ci stanno lavorando... Va bene, comunque domani nuovo articolo.

lunedì 2 dicembre 2013

75 su 200

Vabbè... direi che oramai la frittata è fatta.

Percentuale di film visti: 37,5% 
Percentuale avanzamento anno: 91% 
Sono a 75 e dovrei essere intorno al 180...

Capiamoci, non è che sia impossibile vedere 125 film in un mese... Sarebbero appena quatto film diversi al giorno, tutti i giorni con annesse le recensioni. Lascio il lavoro. Dico addio alla vita sociale. Abbandono Dragon's Dogma a metà e mi tuffo in un'impresa tra la Cura Ludovico e Don Chisciotte che combatte contro i mulini a vento.

No dai, facciamo i seri. 
Diciamo che ci abbiamo provato. Che ci siamo divertiti e che comunque abbiamo visto tanti, nuovi film. Vero. Ma lasciatemi dire anche un'altra cosa: NON HO INTENZIONE DI MOLLARE! ò_ò
Non arriverò a 200 film? CHISSENEFREGA! ò_ò
Vorrà dire che ci riproveremo l'anno prossimo. Nel frattempo, comunque, continuerò a pubblicare articoli ed opinioni. Ma quello che conta per davvero è emozionarsi durante la visione di un film, e guardare film è una cosa che non smetterò mai di fare. La amo troppo.

Sto preparando qualche cosa di nuovo, magari verso fine anno ne riparleremo ma nel frattempo un consiglio: comprate Ciak di Dicembre e date un occhio alla pagina delle recensioni dei lettori, la seconda dall'inizio... ;)

martedì 26 novembre 2013

75. Shadowhunters - Città di ossa (2013)

Sarà che sono ignorante io e "mondano" l'ho sempre inteso come sinonimo di "frivolo" piuttosto che come contrario di "spirituale" (fonte: il dizionario sullo scaffale destro).
Sarà che è passato troppo tempo da quando guardavo Buffy l'ammazzavampiri su Italia 1.
Sarà che non sono né dell'età né tantomeno del sesso giusto per godere appieno di questa pellicola.
Fatto sta che sono alquanto confuso...

La storia si sente che nasce da un romanzo, grazie alla quantità di dettagli, citazioni e giochi verbali tipici della letteratura del settore, e questo è un bene. Tuttavia gli sceneggiatori devono essersi dimenticati che lo spettatore medio il romanzo non l'ha letto ma hanno pensato ugualmente di vomitargli addosso informazioni su informazioni, il che in teoria sarebbe un bene se non fosse che ci si annoia facilmente. E perché annoiarsi durante la visione di un action/fantasy?
Per i buchi di trama che a confronto il Traforo del Frejus è una crepa?
No, non è per questo.
Per il fatto che il direttore della fotografia andrebbe fustigato in pubblica gogna?
No, dopotutto anche Buffy aveva una fotografia mediocre ma lo amavamo lo stesso (o almeno lo amavo io...)
Allora quale sarà la causa dei cali di attenzione? Cosa sarà stato a farmi girare vorticosamente le... Ehm... Volevo dire, cosa mi avrà mai indispettito a tal punto da farmi pentire di aver visto questa pellicola?

Ebbene, è stato il fatto di trovare assolutamente inconcepibile che dei personaggi nati tra le pagine di un romanzo siano tanto vuoti e sciapi. E non è neppure colpa degli attori, anzi! Sono tutti piuttosto bravi e recitano in maniera credibile. Il fatto è che sono proprio scritti male, semplicistici e con una profondità psicologica pari ad una pozzanghera. Per dirne una, la reazione agli eventi è spesso talmente insensata da far apparire i protagonisti dei film horror degli strateghi nati. Inoltre è lo spirito di adattamento dimostrato da alcuni dei protagonisti che lascia a dir poco basiti. Sorvoliamo sulla protagonista che nel vedere cose e persone che gli altri non vedono accetta di essere mezza strega piuttosto che mezza schizofrenica, con buona pace del Rasoio di Occam ma vabbè, necessità narrative ed un pizzico di sospensione dell'incredulità e tutto torna a posto (tranne per ingiustificabili sbalzi di umore che la portano da pensieri tipo "Oddio, mia madre potrebbe essere morta!" a "Oddio, questi vestiti non mi donano!").
La cosa che davvero infastidisce sono tutti gli altri. Prendiamo il mezzo-sfigato con gli occhiali (perché ovviamente i clichè non ce li facciamo certo mancare...) che nel giro di mezza giornata accetta di buon grado l'esistenza di demoni, vampiri, maghi, lupi mannari, bombe a mano e tricche tracche. Oppure gli altri cacciatori di demoni dalle personalità spesse come lenzuola stirate tipo la darkettona che prova astio verso la protagonista non si capisce bene perché o il capo agorafobico della gilda messo lì nel classico ruolo del "sono passati 40 minuti, aspetta che spiego la trama agli spettatori"... Aargh! Ma scherziamo? Io da un soggetto tratto da un romanzo mi aspetto molto ma molto di più! Non degli artifici narrativi vacui e puerili.
Bocciato.

Consigliato a:
Chi pensa che Lena Headey stia meglio bruna.

Sconsigliato a:
Chi cerca un action/fantasy con una spruzzata di amori adolescenziali. Piuttosto ripiegate su Twilight (oddio, l'ho detto davvero... o_O)

martedì 19 novembre 2013

74. World War Z (2013)

Oggi ormai tutti gli zombi corrono più rapidi di Flash Gordon, Usain Bolt e Forrest Gump messi assieme... ma questo non è certo un problema, dico bene? No perché se una modifica ai canoni di un genere è in grado di svecchiarlo senza per questo inficiarne la qualità beh, allora ben venga e che gli zombi corrano liberi ed affamati! :D
Ma basta cianciare e veniamo a noi per parlare del miglior film "introduttivo" al cinema zombi.

Ho detto introduttivo non a caso. Ora mi spiego.
Non vi capita mai di voler introdurre qualcuno ad un vostro hobby? Ad esempio, instradare un'amica nel magico mondo dei fumetti o un amico ai giochi di ruolo? E' difficile scegliere con cosa iniziare. Qualcosa di troppo pesante scoraggerà l'amico ancor prima di iniziare. Una cosa troppo esile lo annoierà portandolo ad abbandonare presto il nuovo interesse. Vedete, non è una cosa banale! Se poi parliamo di Cinema si apre un mondo. Non sapete quante volte sui forum leggo di gente che consiglia a mani basse certe pellicole che... Brrr, avete presente Guidobaldo Maria Riccardelli? Ecco. 

Ah! Le magie dell'alto budget! Attori noti e credibili nella recitazione, filtri di post produzione che non fanno assomigliare il girato al filmino delle feste di Natale, effetti speciali di alto livello ed effetti visivi ben integrati nelle scene. Cosa volete di più? Beh, magari una maggiore attenzione sugli aspetti prettamente narrativi avrebbe giovato all'intera produzione. La sceneggiatura infatti pur presentandosi esaustiva per quanto riguarda la storia, langue nell'approfondimento psicologico dei personaggi, rendendo difficile allo spettatore l'immedesimarsi nei protagonisti, cosa essenziale per ogni pellicola horror. Sembra quasi che l'elevato numero di location presentate nel corso della storia abbia portato via tempo allo sviluppo emotivo dei personaggi, dando un'impronta più tipica del genera action piuttosto che horror a discapito della componente drammatica. Se questo è un bene o un male sta a voi giudicarlo.
Nota di merito alla regia che ha preferito lesinare sugli aspetti più truci e non virare mai nello slasher grottesco, offrendo quindi un prodotto godibile da una più ampia fetta di pubblico

Ed ora mi rivolgo espressamente ai neofiti del genere zombi: se dopo la visione di questo film sentiste ancora voglia di carne sotto i denti, permettetemi di consigliarvi 28 giorni dopo, ovvero il primo vero film con gli zombi corridori (e il primo che dice Incubo sulla città contaminata me lo mangio! ò_ò) e La notte dei morti viventi (1990), remake dell'originale di Romero del '78. Vi sto suggerendo queste pellicole al posto dei capisaldi del genere per il semplice fatto che, per quanto oggettivamente inferiori, ad oggi risultano più godibili da una persona poco avvezza al genere. Pensateci un attimo, consigliereste mai Metropolis a qualcuno che non ha mai visto un film di fantascienza?

Consigliato a:
Chi non si è mai avvicinato al genere e vorrebbe averne un assaggio.

Sconsigliato a:
Gli appassionati duri e puri potrebbero trovarlo troppo fracassone e lamentarsi dell'effettiva mancanza di novità degne di nota.

lunedì 11 novembre 2013

73. Primer (2004)

Questa mattina Stamattina la sveglia mi sono alzato presto, non ha suonato ma ho fatto comunque Oggi di mattina mi son lavato ho fatto la doccia una doccia al volo prima di uscire ed ho fatto colazione a casa invece e poi mi son fatto la barba che fuori come al solito.

Confusi?
Lo spero bene dato che ho impiegato cinque minuti a partorire 'sta "battuta". Comunque l'idea che volevo passasse era quella della confusione. Dimenticatevi la sceneggiatura che prende per mano lo spettatore e lo introduce agli elementi della storia oppure gli effettacci visivi che danno colore e che da soli creano metà dell'intrattenimento. Qui lo spettatore è immerso nella science fiction dura e pura, che non si perde in inutili fronzoli e non fa sconti a nessuno. A pensarci bene però, lo spettatore non viene veramente "immerso" quanto piuttosto "violentemente annegato" in un intreccio narrativo che può essere spiegato solo mediante diagrammi di flusso (e con tipo una decina di linee temporali vorrei pure vedere...) Davvero, non pensate nemmeno per un istante che il film vi conduca per mano attraverso la storia: verrete abbandonati a voi stessi e ciò è allo stesso tempo sia il più grande pregio della pellicola che il suo più letale tallone d'Achille. È un po' come andare a vedere un film di Malick, bisogna essere preparati psicologicamente.

Ora, premesso che devo ancora finire di studiarlo (sic!), vi posso garantire che probabilmente siamo di fronte al primo film sui viaggi nel tempo "corretto" e che non cade nel paradosso del nonno che affligge capolavori indiscussi come la saga di Terminator o il sempreverde Ritorno al Futuro. Ciò che però può potenzialmente lasciare l'amaro in bocca alla maggior parte degli spettatori è che qualitativamente non siamo certo ad alti livelli: il limitatissimo budget si sente eccome, soprattutto per quanto riguarda la fotografia ed il sonoro. Registicamente siamo a livelli più che accettabili e sugli attori c'è poco da dire visto che magari non vinceranno l'Oscar ma almeno sono credibili nei loro ruoli.
È l'evidente inesperienza dell'autore/regista/produttore/montatore/compositore/protagonista, Shane Carruth, a rendere talmente poco fruibile la pellicola da rischiare che il divertimento che deve naturalmente scaturire dalla visione di una pellicola del genere si trasformi presto in noia e confusione.

Insomma, il film farà la gioia solo ed esclusivamente dei drogati di fantascienza, lasciando tutti gli altri in uno stato mentale a metà tra il basito e lo schifato. Diciamolo chiaro e tondo, per quanto io l'abbia apprezzato questo non è un film che possa essere consigliato a tutti a mani basse, deve prima essere sia ben chiaro a cosa si sta per andare incontro.

Consigliato a:
Chi è laureato in meccanica quantistica o comunque gli mancano pochi esami. Ah, sappiate che anche un master in fisica delle particelle potrebbe andare bene... ma vedete voi.

Sconsigliato a:
Chi sta lavorando alla costruzione di una macchina del tempo: rischiate che la paranoia vi faccia desistere dall'inventare la macchina stessa... il che porterebbe probabilmente il vostro "IO" futuro a farvi visita, uccidervi e ultimare la macchina al posto vostro per consentirgli così di esistere nel suo piano spazio-temporale anche se così si creerebbe un loop temporale analogo al paradosso del nonno di René Barjavel... ok, per non rischiare meglio che non smettiate di lavorarci, non si sa mai... oddio, di sapersi si sa visto che in caso si presentasse un'evenienza simile significa che stiamo vivendo nel loop temporale di detto prima ma comunque è meglio non rischiare, no? Che poi magari anche ammesso che sia possibile creare una time machine di questo tipo, ovvero che si basi sull'esperimento mentale del gatto di Schrödinger, il solo pensare al fenomeno dell'entanglement quantistico porterebbe all'impossibilità di isolare realmente la scatola come visto nel film con conseguente creazione di n-versi paralleli oppure multiversi contenuti nello stesso spazio-tempo piuttosto che completa obliterazione di una realtà a discapito di un'altra. Pensiamo poi che questa eventualità porterebbe alla disgregazione del continuum spazio-tempo così come lo conosciamo noi ma non preoccuparti caro internauta, in tale evenienza l'obliterazione della realtà sarebbe del tutto indolore e probabilmente non ce ne accorgeremmo nemmeno. E poi pensiamo che anche se Einstein diceva che Dio non gioca a dadi con l'universo, e lo diceva perché era assolutamente inconcepibile il fatto che il principio di indeterminazione di Heisenberg Δx·Δp ≥ h/4π potesse essere veritiera in quanto basti pensare a come funzionano le memorie flash per farsi un'idea di quanto magico sia il mondo dell'ultrapiccolo (per essere pignoli, viene utilizzato l'effetto tunnel, ovvero una specie di "teletrasporto" per dirla in soldoni). Andiamo! Pensateci un momento! Io lo so dove mi trovo ed a che velocità sto viaggiando eppure nella meccanica quantistica onde e particelle coesistono nello stesso stato, contemporaneamente! Pensate all'esperimento della doppia fenditura, però utilizzando la luce proveniente da una stella emessa migliaia di anni fa invece che da un laser di laboratorio emessa pochi femtosecondi addietro e facciamola passare ai due estremi di una galassia o di un buco nero frapposto tra noi e detta stella, ovvero qualcosa che modellizzi la doppia fenditura. È affascinante pensare come un'osservazione oggi qui sulla Terra modifichi il comportamento che hanno avuto i fotoni migliaia di anni addietro, ovvero nel momento in cui l'onda/particella ha transitato sia attorno alla lente gravitazionale data dalla galassia/buco nero pocanzi detto. Capite? Noi già oggi possiamo interagire con il passato semplicemente osservando! Non è meraviglioso? Non amate la scienza per questo? :D Oddio, sembro GLaDOS... Ma soprattutto se sei arrivato a leggere fino a questo punto, caro internauta, devi sapere che in un universo alternativo avevi già smesso di leggere da un pezzo. In un altro ancora ti fermerai qui. In un altro qua. In un altro invece in questo punto troveresti un carattere ascii a caso tipo questo: ¥ ed in un altro ancora ti chiami Genoveffo Anastasio ed odi i tuoi genitori per averti chiamato così... e comunque semmai ti venisse in mente di scrivermi per parlarmi delle inesattezze contenute del suddetto scritto, considera che è mia intenzione creare un pastone a metà tra una supercazzola ed il dottor Azzeccagarbugli che crei un wall of text che non venga letto con serietà, anzi che non venga letto proprio! Io stesso penso di non rileggerlo... Però sappi che io adoro veramente la scienza quindi se ti va di fare due chiacchiere su argomenti che esulano la cinematografia sentiti libero di contattarmi quando vuoi e già che ci siamo ti dico anche che sto giocando a Beyond two souls, quello con la Page e Dafoe... non è affatto male ma magari se pensi di prenderlo aspetta che cali di prezzo visto che dura solo una decina di ore. Per restare in tema pensa che in una linea temporale alternativa magari non mi sarebbe piaciuto nemmeno! E comunque ho troppo poco tempo da dedicare ai videogiochi, ai fumetti, alla vita sociale... Dovrei anche platinare The last of us... Bello The last of us... sai, mi piacerebbe tornare a quando ero più giovane per recuperare i giochi che non ho avuto tempo di provare... ricordo ancora le partite a Civilization che duravano mesi... Ehi! Ecco perché ogni tanto vedo che c'è qualcuno collegato sul mio account Steam! ò_ò Ma se l'ho capito io allora l'ha capito pure lui, cioè io... Ehi tu, anzi... Ehi ME, alla fine ci siamo sposati con la Watson o quella zingara ci ha mentito?

giovedì 7 novembre 2013

72. Una notte da leoni 3 (2013)

Fare di peggio era difficile...
Ed infatti stavolta hanno fatto molto ma molto meglio. Rispetto all'incommensurabile disastro del secondo episodio, questo può dirsi un film riuscito.
Tuttavia occorre una doverosa premessa. Torniamo per un momento con la mente ai tempi della scuola, quando c'erano alcuni operosi studenti che davano il massimo nel primo quadrimestre ed arrivavano a prendere 8 a febbraio ma poi, stanchi per il grande studio, allentavano leggermente la corda e sul finire dell'anno scendevano a 7. In quei casi ricordo anche l'insegnante di turno che diceva: «Sono molto delusa dal tuo rendimento, A.! Non hai saputo mantenere la media! Non va bene così!»
Poi c'erano quegli studenti che non facevano assolutamente nulla fino a maggio ed avevano la media del 4, poi dopo un mese di studio matto e disperato arrivavano al 6. E lì giù lodi su lodi sull'impegno, su quanto la dedizione aveva pagato e sul fato che non potevano essere bocciati perché avevano dimostrato di saper copiar... ehm, volevo dire sapersi mettere in gioco. Poi però la scuola termina, ti fai grande e cominci a vivere la tua vita. Un giorno poi scopri che quegli studenti dalla sufficienza risicata ora sono andati a raccogliere angurie in Australia.

Cosa centra questo infinito preambolo con Una notte da leoni 3? Beh, se non s'era capito questo film è la trasposizione cinematografica del secondo studente, quello che è arrivato alla sufficienza partendo da un disastro. Non dobbiamo farci fregare dal fatto che sia un prodotto migliore de Una notte da leoni 2: fra qualche anno useremo questo DVD per tenere fermo il tavolo traballante piuttosto che inserirlo nel lettore, ve lo garantisco.

Consigliato a:
Chi ha sempre trovato in Tafazzi il proprio maestro di vita.

Sconsigliato a:
Tutti, tutti e tutti. Piuttosto io vi prego, io vi imploro, io vi supplico: guardatevi il primo capitolo di questa trilogia e pensate che è stato talmente apprezzato dalla persona che vedo ogni mattina allo specchio che un eventuale quarto episodio lo andrebbe a vedere comunque.

lunedì 4 novembre 2013

71. Il grande Gatsby (2013)

Può la sontuosità visiva salvare una pellicola del tutto mediocre?
Se la risposta è sì allora correte a vedere Il grande Gatsby, non ne rimarrete delusi.
Se invece pensate che la cornice non sia più importante del quadro che contiene beh, risparmiatevi queste due ore di sconclusionato nulla cinematografico ed impiegate il vostro tempo in maniera più costruttiva, tipo andando a castagne o riciclando sandali.

Sono tremendamente infuriato.
I presupposti per un grande film c'erano tutti ma proprio TUTTI. Il regista Baz Lurman è sinonimo di qualità ed ha già dimostrato di saperci fare con la grandiosità scenica (vedi Moulin Rouge!). Certo, ha anche dimostrato di essere un campione nello sfracellamento di noci umane con Australia ma non rievochiamo tali nefasti ricordi che è meglio. Dicevamo, la regia aveva bei presupposti. Gli attori non parliamone neanche, tutta gente capace. Costumi e scenografie poi risultavano di impatto già dal trailer eppure SBAM!
L'inconcludenza resa film.
Una sceneggiatura assolutamente esile per un film che vorrebbe essere commedia, dramma, musical ma che riesce solo a risultare un indigesto minestrone di nulla.

Fatevi un favore e saltate questa pellicola a piè pari, non ne vale per nulla la pena ed anzi andrebbe odiata perché sappiate che adesso le altre tre trasposizioni cinematografiche del romanzo di Francis Scott Fitzgeral non me le guarderei nemmeno se sottoposto alla Cura Ludovico.  Vedete? Questo film è talmente malsano che danneggia le pellicole che gli stanno intorno! Ho reso l'idea?

Consigliato a:
Chi vuole vedere due ore di meravigliosi abiti e spettacolari scenografie, perché ammettiamolo, il film visivamente si presenta dannatamente bene.

Sconsigliato a:
Chi dei costumi e delle scenografie se ne frega e da un film con DiCaprio, Maguire e la Mulligan si aspetta qualcosa di più di un mero minestrone di musica e colori.

martedì 29 ottobre 2013

70. La grande bellezza (2013)

È come quando guardi in quei meravigliosi occhi nocciola. Il cuore accelera, il respiro si ferma e la Terra, indecisa sul da farsi, sussulta nel suo moto e ti è difficile restare in piedi.
Avete presente quella sindrome secondo la quale l'estasi provata di fronte a grandi opere d'arte può provocare un mancamento? Ecco, senza peccare di eccesso posso affermare che qui siamo di fronte ad un'opera in grado di suscitare tali emozioni. Perché vedete, queste sono le medesime sensazioni che proviamo quando siamo innamorati, quando improvvisamente il mondo intorno a noi scompare e ci sentiamo leggeri come l'aria.

Cominciamo subito col dire che la regia è magnetica e completamente asservita alla sceneggiatura. Sorrentino bilancia la plasticità della Roma storica col dinamismo quasi eccessivo delle inquadrature a lei dedicate per poi passare a riprese asciutte ed oggettive quando deve illustrare la società contemporanea, estremamente vitale fuori ma culturalmente cadaverica dentro. Perfetto ponte tra queste due realtà che abitano Roma è il protagonista, Jep Gambardella, che vive in equilibrio sul confine che separa questi due mondi. Esteriormente impassibile, rivela essere il libero pensatore al quale tutti noi aneliamo. Servillo dà vita ad un personaggio poliedrico ed affascinante, giudice e vittima dei tempi odierni. Bisogna prendere atto che La grande bellezza non sarebbe il film che è se non fosse per lui.
Signori, questa pellicola è allo stesso tempo feroce critica e dichiarazione d'amore per la nostra capitale capace di lasciare nello spettatore una nota di amarezza dovuta alla consapevolezza di vivere in tempi di assoluta decadenza e di non fare abbastanza per evitarlo.

Consigliato a:
Chi ama il cinema italiano come quello di una volta, quello di Monicelli, di Risi o di Fellini. Quello che per troppo tempo è stato accantonato a favore di prodotti di ben più bassa lega. Inoltre, sappiate che questo film è stato scelto per rappresentare l'Italia ai prossimi Academy Awards e, se posso sbilanciarmi, l'Oscar come miglior film straniero non è mai stato tanto vicino come adesso.

Sconsigliato a:
Chi non ama il Cinema impegnato, che giudica impietosamente le nostre vite. Le generazioni future studiando i tempi in cui viviamo troveranno ne La grande bellezza la scatola nera del disastro nel quale si trova l'odierna società.

giovedì 24 ottobre 2013

Muze, l'app che ti accompagna al cinema

Ve l'ho già detto che sono un nerd?
No?
Bene, qualora non s'era già capito adesso lo sapete.
Comunque, sospendiamo momentaneamente gli articoli sui film perché sono venuto a conoscenza di un'interessante app che farà comodo a noi cinefili incalliti: Muze.

Muze è un'applicazione gratuita per smartphone Android in grado di consigliarci quali film guardare in base ai nostri gusti personali. Basterà semplicemente valutare con il classico punteggio da una a cinque stelle alcuni film e Muze automaticamente ci suggerirà tutta una serie di pellicole che non abbiamo ancora visto e che potenzialmente potrebbero piacerci, con tanto di locandina e trama. L'utilizzo è molto intuitivo e l'applicazione è completamente in italiano.
La uso da alcuni giorni e devo ammettere che l'algoritmo è davvero ben realizzato e raramente ci verranno proposti film non in linea con i nostri gusti. Inoltre, Muze impara in continuazione fornendoci consigli sempre più precisi e mirati man mano che passerà il tempo e ci conoscerà meglio, diventando sempre più intelligente.

Ah, e qualora non siate ancora convinti della bontà di questa app, ecco una breve panoramica di appena una trentina di secondi riguardo Muze

 

Come dite? Non vi fidate delle app sconosciute? Ma come? Guardate che mancate solo voi! La rivista Ciak l'ha pure eletta app del mese sul numero di Settembre (a pagina 133) ed è stata anche l'app più scaricata DEL GLOBO per un giorno la scorsa settimana su AppBrain.com!

Se siete un minimo incuriositi dalle mie parole, qui trovate il link allo store Google per il download: https://play.google.com/store/apps/details?id=it.muze.free
Datele una possibilità ed installate Muze dato che oltre a valerne la pena è pure gratis.
Gratis...
Che bella parola. Gratis...

lunedì 21 ottobre 2013

69. Il grande e potente Oz (2013)

Avete presente il momento in cui aprite la finestra e sentite l'odore dell'aria fresca che entra? È una cosa che fa stare bene, vero? Eppure non è che abbiamo fatto chissà quali sforzi o compiuto chissà quali imprese, abbiamo solo aperto una finestra.
Eppure ci fa stare meglio.
Ci risolleva. Rasserena l'animo.
Vedete, non serve necessariamente essere originali sempre e comunque in tutto per tirarci su il morale, talvolta bastano anche le piccole cose .
E' questo il caso de Il grande e potente Oz di Sam Raimi.

Ora, ogni volta che Raimi gira un nuovo film non si sa mai cosa aspettarsi. Diciamo che è un autore dalla qualità molto altalenante, che spazia dal film di culto alla fantozziana cagata pazzesca.
Grazie al Cielo 'sta volta pare l'abbia fatta giusta e tutto gira perfettamente bene come un meccanismo ben oliato: attori che sanno recitare, regia in grado di mescolare sapientemente la computer grafica nella scena ed una storia che, se saprete lasciarvi trasportare, si rivelerà essere una gradevolissima fiaba che strizza l'occhio a chi è già avvezzo al mondo di Oz.
Il 3D meraviglioso, gli effetti visivi spettacolari ed i paesaggi evocativi danno vita ad uno dei fantasy visivamente più appaganti degli ultimi anni, in un contesto molto meno dark di quanto mi aspettassi.
È un capolavoro? No, ma di certo non è un brutto film.

Consigliato a:
Chi ama il cinema fantastico allo stato puro.

Sconsigliato a:
Chi ancora dopo oltre 50 pellicole e più di 70 anni è tuttora convinto che i libri di Baum funzionino al cinema solo come musical.

martedì 15 ottobre 2013

68. Rush (2013)

È in momenti come questi che capisco di non essere un blogger abbastanza bravo. Vedete, vorrei scrivere un articolo sobrio ma appassionato, che vi invogli ad andare a vedere questo film stasera stessa. Mi piacerebbe essere in grado di tesserne le lodi come fanno i grandi critici, scrivere ineccepibili commenti tecnici pur trasmettendo contemporaneamente la mia passione per il buon Cinema. Ma non ne sono in grado. Però dato che è una settimana che non pubblico nulla qualcosa me la devo pur inventare, hai visto mai poi che la Detassis o Sinopoli passino di qui per caso... ma parliamo un po' del film sennò tanto vale tenere in piedi un blog di Cinema.

Senza mezze misure vi dico che questo film è ineccepibile sotto tutti i punti di vista e rappresenta il matrimonio perfetto tra coerenza storica e ricchezza narrativa che raramente altri film sono riusciti ad ottenere. La regia poi... Ron Howard guida la macchina da presa in maniera mirabile, ponendo le inquadrature a servizio della sceneggiatura ora con campi lunghi ed illustrativi, ora soffermandosi su dettagli e particolari (uno su tutti il tic nervoso dell'accendino...)
La sceneggiatura dipinge due protagonisti ottimi e profondi e gli attori, oltre a competere sulla pista (per finta), fanno a gara (davvero) a chi recita meglio. È difficile stabilire chi sia il migliore, se il tedesco Daniel Brühl oppure il Grande e Potente Thor ehm... volevo dire Chris Hemsworth. Vabbè dai, a parte gli scherzi vi assicuro che questi personaggi vi rimarranno nel cuore per parecchio tempo.

Rush è il perfetto connubio tra film di intrattenimento e film drammatico, di quelli in grado di far conoscere il grande Cinema alle masse. Troppo spesso vengono associate al "Grande Cinema" certe pellicole che neanche Guidobaldo Maria Riccardelli avrebbe il coraggio di guardare. Ebbene, adesso abbiamo un film "d'autore" che è contemporaneamente anche un ottimo film d'intrattenimento, di quelli che escono troppo raramente per non consigliarli a chiunque.

Consigliato a:
Chiunque, appunto.

Sconsigliato a:
Sapete, sono qui davanti allo schermo da parecchi minuti ormai che fisso il cursore lampeggiante e comincio a temere che possa rimanermi impresso sulla retina ed ammetto che non mi viene in mente nessuno a cui non consigliare questo film, quindi... ANDATE A VEDERLO! ORA! ò_ò


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Siete ancora qui?

mercoledì 9 ottobre 2013

67. Gravity (2013)

Rete, ultima frontiera. Eccovi gli articoli del blog Pazzi per il Cinema durante la sua missione annuale, diretto alla visione di strani, nuovi film, alla ricerca di altre pellicole e di sceneggiature inedite, fino ad arrivare laddove nessun cinefilo è mai giunto prima.
♬♩♪ Da DAA, da ra dadadaa...   
[musica di Star Trek]

Amo la fantascienza.
Probabilmente perché amo la fisica, la matematica e tutto ciò che ci gira intorno ma che volete farci, sono un maledetto nerd... però dai, ammettiamolo, è raro trovare un film che risulti tanto verosimile dal punto di vista scientifico. La sceneggiatura poi è avvolgente al punto da farti credere di essere lassù assieme alla Bullock e Clooney, ed il sapiente uso del 3D aiuta a cadere in cielo come nessun film aveva fatto prima d'ora. Tuttavia non vorrei parlarmi addosso né tanto meno è mia intenzione imporvi il mio punto di vista. Vorrei invece analizzate in maniera un filino più distaccata questa ottima pellicola.

Ora, già il fatto che questo film sia stato scelto per aprire il Festival di Venezia dovrebbe far suonare un campanello d'allarme nella vostra testa, se così non fosse continuate a leggere.
Con Gravity siamo di fronte alla space opera più dura ed iperrealista, quella che penetra ed appassiona chi è disposto a lasciarsi rapire. Questo è il primo film dopo 2001: Odissea nello Spazio in grado di generare i silenzi assordanti che caratterizzano il vuoto cosmico e che danno vera vita alla frase di Alien "Nello Spazio nessuno può sentirti urlare". Ma perché tirare in ballo 2001? Vedete, ho letto in giro che questo film sarebbe il nuovo 2001: Odissea nello Spazio.
Non bestemmiamo.
Questo è un film eccellente e assolutamente perfetto in tutte le sue parti e non mi stupirei se vincesse anche una manciata di Oscar, ma paragonarlo a 2001 è semplicemente fuori luogo. Possiamo affermare che sia di nicchia come 2001?
Sì.
E che abbia il fascino di 2001?
Anche.
Magari che sia pesante quasi quanto 2001?
Su questo non ci piove.
Tuttavia la presente produzione mantiene maggiormente i piedi per terra (in senso lato) e non si spinge a dare risposta alle Grandi Domande. Mi piace pensare che il regista abbia più voluto raccontare una moderna Odissea, con un Ulisse tutto al femminile che è in odore di Oscar già da ora, piuttosto che calcare la mano sull'elevato numero di chiavi di lettura.
Dal canto mio, pur avendolo amato, non me la sento di consigliarlo a tutti voi a mani basse. Se però volete vederlo, allora fatelo ma siate consci del fatto che, esattamente come 2001, questo non è un film per tutti.

Consigliato a:
Pochi. Questo è un film "colto" con tutto ciò che ne consegue: lentezza, attenzione spasmodica per la recitazione e ricercatezza registica. Se queste non sono le qualità che siete soliti cercare all'interno di una pellicola statene alla larga.

Sconsigliato a:
Chi si aspetta un film di fantascienza classico lasci perdere, finirebbe per annoiarsi.

lunedì 7 ottobre 2013

66. Kick-Ass 2 (2013)

Vi è piaciuto il primo Kick-Ass? Allora adorerete questo.
Non vi è piaciuto il primo Kick-Ass? Allora questo non vi farà cambiare idea.
Non l'avete visto il primo Kick-Ass? Allora, oltre ad aver fatto un grave errore, mi spiegate perché state leggendo un articolo sul suo sequel diretto? o_O
Comunque l'articolo finisce qui: basatevi sul primo episodio e valutate voi se guardare questo film o meno.

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Siete ancora qui? Bene! Anzi no, non bene... Non so davvero che altro dirvi. Vedete, per me è difficile valutare oggettivamente questa pellicola e la mia non può che essere un'opinione di parte dato che sono un super appassionato di fumetti. Inoltre non sono un critico cinematografico ma un semplice spettatore come voi. Come dite? L'opinione personale da parte di uno che ha speso otto euro per vedere questa pellicola è proprio quello che state cercando? Ah... ok...

Il film riprende la storia dal punto in cui si era conclusa nel capitolo precedente, lesinando nel riassunto dei fatti accaduti e nell'introduzione dei personaggi già noti, quindi chi non l'ha visto o chi come me ha la memoria da pesce rosso recuperi il primo Kick-Ass prima di vedere questo.
Il cambio di regia non ha aiutato a realizzare un'opera migliore ma comunque siamo in buone mani, le sequenze godono di ottimo ritmo e non annoiano mai.
Riguardo gli attori nulla da dire, tutti ben calati nelle loro parti. Inoltre la piccola Chloë Moretz sta crescendo davvero bene. Oddio, mai tanto bene quanto è cresciuta la Watson che diciamolo è... come dite? Sto divagando? Ah... però davvero, non c'è null'altro da aggiungere su questo film.
Pur non amando i paragoni diretti tra pellicole diverse, dobbiamo ammettere che qualitativamente non siamo ai livelli del primo episodio. Oddio, non è che questo sia un brutto film, anzi, però non riesce ad essere incisivo e frizzante come il suo predecessore. Vuoi per la mancanza del fattore novità, vuoi per l'eccessivo numero di personaggi secondari a mala pena accennati, l'intera produzione guarda dal basso il capitolo precedente, anche se di poco. Tuttavia non scoraggiatevi, il film intrattiene e non annoia mai, solo che probabilmente quando fra qualche anno vi verrà voglia di rivedere uno dei film della saga, probabilmente opterete per il primo episodio, o almeno questo è ciò che farò io.

Consigliato a:
Chi ha apprezzato il primo capitolo.

Sconsigliato a:
Coloro che non hanno visto il primo capitolo, ai quali consiglio vivamente di provvedere quanto prima anche se non trovano nel cinefumetto il proprio genere preferito.

giovedì 26 settembre 2013

65. Perfect Stranger (2007)

Da Wikipedia:
"L'obiettivo dei thriller è in generale quello di mantenere alta l'attenzione del fruitore tramite l'espediente della tensione."

Ora, può dirsi riuscito un film che per la maggior parte della sua durata si trascina stancamente da una sequenza all'altra? Ma soprattutto, può per voi un finale col botto risollevare le sorti di una pellicola altrimenti perdibile?
Se la risposta è sì allora è probabile che troverete in Perfect Stranger un film gradevole da guardare, altrimenti... beh, continuate pure a leggere e traetene le giuste conclusioni.

Sapete, una volta lessi in un'intervista (mi pare a Camilleri ma potrei sbagliarmi) che a una storia per essere memorabile basta avere un inizio avvincente che catturi l'attenzione ed un finale col botto che spiazzi lo spettatore. Punto. Non serve altro e la qualità di ciò che sta nel mezzo è del tutto opinabile.
In linea di massima sono d'accordo perché, diciamocelo, questa è una formula che abbiamo visto funzionare in più di un'occasione ed in questo film il finale è talmente sconvolgente che da solo valerrebbe la visione del film. Tuttavia è il resto della produzione a lasciare con l'amaro in bocca a causa di un intreccio narrativo privo di mordente e di un qual si voglia climax di tensione. Certo, (quasi) tutti gli attori fanno bene il proprio dovere, con performance degne di nota da parte di Halle Berry e del sempre eccellente Giovanni Ribisi mentre risulta un po' sottotono la performance di uno stanco Bruce Willis, quasi conscio del fatto di stare partecipando ad un film di seconda categoria.
Sotto l'aspetto meramente tecnico il film non brilla certo di luce propria a causa di una regia nella media ed una fotografia che oscilla tra il buon prodotto televisivo e la mediocre opera cinematografica.
Quello di cui si sente davvero la mancanza è la "tensione" citata ad inizio articolo e che è richiesta per definizione ai film di questo genere. Non basta un finale accattivante per risollevare le sorti di una produzione che fin dai primi minuti viaggia con il freno a mano tirato.
Bocciato.

Consigliato a:
Chi è incuriosito da questo fantomatico finale di cui vi ho parlato.

Sconsigliato a:
Chi i film mediocri non li prende nemmeno in considerazione.
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