Google+ Pazzi per il Cinema: gennaio 2015
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venerdì 30 gennaio 2015

Dario Argento: I film del nuovo millennio (parte 2)

Eccoci qui. Gli ultimi due film dello speciale. Ma tagliamo corto e cominciamo subito, che di cose da dire ce ne sono parecchie!

18. Giallo (2009)
Ricordate Attila: Flagello di Dio? Quando Re Ardarico diceva: «Giallo... rolla funebre!»
Ecco, questo film è un inciampo talmente maldestro da stroncare una carriera. Non riesco a capire come il regista/autore di Profondo rosso, Tenebre e Opera abbia potuto girare un giallo come questo. Va bene che tecnicamente siamo una spanna sopra gli altri suoi lavori, ma a livello di contenti proprio non ci siamo. Il film decolla dopo oltre 40 minuti! Un tempo indecoroso e ben al di là dell'umana sopportazione. L'assassino, punto chiave in un film del genere, semplicemente non funziona. Non fa paura. Non crea tensione. E non è dovuto assolutamente al fatto che ne conosciamo l'identità fin dagli inizi (Colombo docet). Semplicemente non ha un briciolo di carisma, non suscita né empatia né paura, risultando un personaggio magari ben concepito ma molto mal sviluppato. Inoltre i fan del gore resteranno molto delusi: il film sembra passato sotto le mani della censura di Italia 1, e chi deve capire capisca...
Voto:


19. Dracula 3D (2012)
« Io ne ho fatti film che voi spettatori non potreste immaginarvi:
film di combattimento ispirati a Zatōichi nei panni di un cieco,
e ho vissuto il futuro di Ridley Scott ed il fantasy di Richard Donner.
E tutti quei ruoli andranno perduti nel tempo,
come lacrime nella pioggia.
È tempo di girare Dracula 3D. »
[Cit. Van Helsing/Rutger Hauer in Dracula 3D]

Io lo so perché Rutger Hauer sì è prestato a questa carnevalata. Perché Dracula 3D, sulla carta, non è affatto una carnevalata. È "Dracula" fatto da Argento! Dentro troviamo tutti gli ingredienti tipici dei suoi lavori. Morti creative. Trovate geniali. Inquadrature meravigliose. Certo, le inquadrature sono anche lunghe e molto "teatrali" ma cavolo, se dopo 18 film ci si aspetta qualcosa di diverso allora significa che non si è capito nulla. Inoltre la fotografia è piuttosto buona, soprattutto negli interni e nelle scene notturne. Roba che certi registi avrebbero solo da imparare.
Allora cosa affossa inesorabilmente questa produzione? 
Ve lo dico io: gli effetti visivi. Ora, io credo che l'aspetto esteriore di un film non debba essere anche l'unico aspetto al quale si guarda, però come si fa a realizzare nel 2012 effetti tanto... Come è quel termine tecnico? Ah, sì: BRUTTI. Vedete, è inutile avere il colpo di genio di trasformare Dracula in una creatura figlia del Male, in grado di assumere orrorifiche sembianze, quando quegli incompetenti del reparto effetti visivi lavorano con i piedi (per non dire altro...) I modelli poligonali spogli, l'illuminazione sbagliata e meno poligoni di un personaggio della Playstation 2 rendono le scene in computer grafica talmente male che hanno un unico effetto sul pubblico: strappare involontarie risate. Di conseguenza, la cosiddetta "sospensione dell'incredulità" viene meno e questo distrugge l'unica colonna portante di un film horror: la tensione.
Del sonoro poi non ne parliamo nemmeno perché sarebbe vilipendio di cadavere
Darione, io non sono nessuno e tu non mi conosci, ma un consiglio voglio dartelo lo stesso: nel prossimo film il controllo qualità affidalo a qualcuno capace e di cui ti fidi. In Dracula 3D degli incompetenti hanno buttato al vento il tuo lavoro. Senza rispetto. Senza dignità.
Voto:


Bene, direi che qui abbiamo finito. Vi do appuntamento a settimana prossima per tirare le somme sullo speciale e discutere su cosa recensire dopo... Sapete una cosa? Non credevo che sarei riuscito a terminare questo speciale. Non parlo del fatto di dover guardare 19 film in così poco tempo. I cinefili tra voi sanno che in un mese la quota è quella. Parlo proprio della capacità di scriverne per tutti la recensione. Non avete idea di quanto tempo portino via quelle 1000 battute scarse per ogni film. Ma per il Cinema, per la nostra passione, ne vale sicuramente la pena, non trovate?

mercoledì 28 gennaio 2015

Dario Argento: I film del nuovo millennio (parte 1)

Lo speciale su Dario Argento continua! Oggi, altre tre recensioni! :D


15. Non ho sonno (2001)
Questo film non è male davvero. La regia di Argento, le musiche dei Goblin, la collaborazione di Carlo Lucarelli. Tutto gira piuttosto bene. Le scene truculente poi non mancano di certo.
Nota di merito per gli attori: Max von Sydow (il mio secondo Ernst Stavro Blofeld preferito, il primo lo trovate in Phenomena) è molto "nella parte", gestendo il personaggio con una nonchalance che solo gli attori più navigati hanno maturato. Si sa che Argento non è famoso per dare indicazioni precise agli attori quanto piuttosto mostrare un concetto con un'inquadratura efficace. Ma con Max von Sydow in scena tutto risulta più scorrevole. 
Sceneggiatura interessante fino alle battute finali, titoli di coda compresi.
Unica caduta di stile di una sceneggiatura altrimenti ottima è sul nome del cattivo di turno: "il nano assassino" proprio non si può sentire.
Voto:


16. Il cartaio (2004)
Se il titolo del film precedente era Non ho sonno, questo avrebbe dovuto intitolarsi "Mo' c'ho sonno". Grazie al Cielo le musiche di Simonetti ed una sceneggiatura che dopo mezz'ora finalmente ingrana, salvano il salvabile.
Camilleri una volta ha detto in un'intervista che se una storia comincia col botto e finisce in bellezza, non importa cosa si mette nel mezzo: sarà un successo. Ecco, Il cartaio è agli antitesi di questa tesi. Partenza col diesel e finale smorto. Peccato davvero poi per la fotografia del tutto sballata, con scene quasi completamente al buio, e quasi tutte le scene truculente tagliate.
Tra gli attori bene Silvio Muccino, anche se ancora nel pieno del suo periodo "lingua di pezza".
Ora, questo film, pur con tutti i difetti che può avere, riesce ad intrattenere quel tanto che basta da guardarselo fino alla fine. Meriterebbe addirittura 3 mannaie, ma togliamo un kadam ehm.. una mannaia perché non c'è abbastanza sangue.
Voto:


17. La terza madre (2007)
Io proprio non capisco. Di solito la gente questo film lo asfalta senza appello. Va bene che non siamo ai livelli di Suspiria ed Inferno (ma chi lo è?). Va bene che le streghe in questo film sono essenzialmente una banda di smandrappate. Va bene che Mater Lacrimarum l'abbiamo attesa trent'anni ed alla fine s'è rivelata 'na trucidona che lasciamo perdere che è meglio. 
Il fatto è che questo film mi è piaciuto.
Lo so, da una recensione ci si aspettano motivazioni un filo di più oggettive. Il fatto è che la pellicola ha saputo tenermi davanti allo schermo fino alla fine. Da sveglio. Questa è una cosa da non sottovalutare in un film che alla fin fine vuole fare solo una cosa: intrattenere. Ma andiamo! Come si fa a non apprezzare un film dove dopo nemmeno 10 minuti un personaggio muore talmente male che a confronto gli slasher movie americani sembrano un episodi di Peppa Pig? È vero, alcune scelte narrative sono altamente discutibili (vedi il fantasmino guida) ma anche tenendo conto di tutto quello che di sbagliato c'è, il film non annoia mai. MAI. E se alla fine ti dici «Se ricapita me lo rivedo volentieri», allora il film ha raggiunto il suo scopo.
Voto:


Ho scritto troppo! ಠ_ಠ Devo tagliare qui. Ma non temete, di Giallo e Dracula 3D ne parleremo molto presto... (pensavate forse di scamparla?)

martedì 27 gennaio 2015

La Paura fa (anni) '90

Scusate il pessimo gioco di parole nel titolo del post... Comunque, continuiamo belli spediti in questa maratona dedicata a Dario Argento. Oggi recensiremo ben quattro film! Forza dunque, avanti con il primo.

11. Due occhi diabolici (1990)
Dopo Italia-Germania 4-3, con questo film abbiamo Italia-USA 1-0. Uhm... Vi vedo confusi. Mi sa che urge fare una premessa.
Due occhi diabolici è un film in due episodi firmato dai grandi registi dell'horror Romero e Dario Argento. I due dirigono qui due storie tratte dai racconti di Edgar Allan Poe. Per quanto non troppo fedeli agli originali cartacei, entrambi gli episodi risultano piacevoli da seguire. Tuttavia, e non lo dico per spirito patriottico, mentre Il gatto nero diretto da Argento risulta interessante al punto da farmi venire voglia di rileggere Poe, Romero si limita a dirigere freddamente e basta. Peccato.
Voto:


12. Trauma (1993)
"Trauma" deve riferirsi all'esperienza fatta da Argento con Romero nel film precedente. Non si spiega altrimenti questa robaccia qui. Mio Dio! Vi dico solo che durante la visione avevo pensato di scrivere un articolo come quelli del Dr. Manhattan, tante sono le incongruenze nella pellicola. Però il solo pensiero di doverlo rivedere da capo per fare gli screenshot mi ha fatto stare male. Questo film non lo rivedrò MAI PIÙ!
Da dove cominciare? Diciamo che questo è un esempio lampante di come un buon soggetto non si traduca automaticamente in una buona sceneggiatura. Infatti i tempi morti sono all'ordine del giorno ed è palese che non c'è sufficiente materiale per un'ora e mezza di girato. La recitazione poi è decisamente sottotono, e non mi riferisco a quella di Asia Argento. Parlo di TUTTI gli attori. Potrei scrivere pagine su tutto ciò che c'è di sbagliato in questa pellicola. Potrei parlarvi dei personaggi più insulsi creati da Argento fino a questo momento (il bambino più idiota della storia del Cinema, il farmacista manesco senza motivo, le teste decapitate che continuano a proferire verbo, i buchi di trama... Devo continuare?). Certo, gli va dato atto che l'assassino è ben celato e gli omicidi, per quanto tutti uguali, sono creativi. Ma se un film è noioso, non c'è genialata che possa salvarlo.
Caro Darione, finora m'eri piaciuto tanto. Avevi addirittura battuto due fuoricampo perfetti con Profondo rosso e Suspiria, ma questo film è uno strike.
Voto:


13. La sindrome di Stendhal (1996)
Strike due!
Non c'è davvero null'altro da aggiungere. Fidatevi sulla parola: EVITATE-QUESTO-FILM.
Belle le scene oniriche dentro i quadri, buona la fotografia ma, come diceva Califano, ♩♪ Tutto il resto è noiaaa ♬♪♬
Inoltre alcuni personaggi sono resi talmente male che strappano risate involontarie, tipo il padre della protagonista che ha perennemente questa espressione qui:

Giuro, non la cambia MAI! Altro che Kristen Stewart...
Ah! Stavolta l'ho capito chi è l'assassino! Yeeeh :D
Voto:


14. Il fantasma dell'Opera (1998)
Come girare un film cult di mio gradimento:
- Ricordare vagamente Labyrinth con David Bowie
- Usare ettolitri di sangue (preferibilmente rosso)
- Vestire il David Bowie di turno come Alucard di Castlevania
- Realizzare qualche Delitto-Morte-Omicidio che nemmeno le Fatality di Mortal Kombat
- Mostrare un numero non dispari di tette sullo schermo (NB: Atto di Forza è l'eccezione che conferma questa regola)
Ora, datemi del pazzo ma questo film l'ho A-D-O-R-A-T-O!
Già dai primissimo minuti capiamo che non ci troviamo di fronte al classico horror di Argento. Per quanto sangue e dettagli truculenti non manchino, lo stile è molto fiabesco. "Fiabesco" più come una storia dei fratelli Grimm piuttosto che un Classico Disney ovviamente, ma avevamo dubbi?
Inoltre abbiamo le musiche di Morricone che da sole costruiscono metà dell'atmosfera. L'altra metà è merito della regia (ovviamente) e della fotografia, qui piuttosto buona.
Dio quanto mi sono divertito con questo film! Meriterebbe un articolo a parte. Potrei, anzi DOVREI andare avanti a scrivere ancora per molto ma ci stiamo già dilungando troppo. Lancio però un appello ai miei amici: questo film dobbiamo rivedercelo tutti insieme! ò_ó
Voto:


Su su, che lo speciale è quasi concluso. Ancora un paio di articoli e poi ci dedichiamo finalmente all'Evento che noi tutti cinefili attendiamo più del Natale: GLI OSCAR!

venerdì 23 gennaio 2015

Il Giallo e l'Orrore (parte 2)

Proseguiamo spediti nel nostro speciale su Dario Argento con altri tre film che, a sentire amici e parenti, pare siano troppo spesso ignorati.

8. Tenebre (1982)
Tutti, e ripeto tutti, giù a dirmi: «Dopo Suspiria fermati!» «Non vale la pena vedere gli altri film di Dario Argento!» «Sono tutti bruttissimi!» e via così...
Balle.
Tenebre non solo è uno dei miei film di Argento preferiti, ma è anche un giallo di tutto rispetto e molto ben costruito. Già dal titolo. Basti pensare che per "tenebre" ci si riferisce a quelle dell'anima e della mente, piuttosto che a quelle reali. Infatti il film non solo è molto luminoso, con una bellissima fotografia anni ottanta, ma risulta quasi etereo in certe sequenze. Il film ci dà accesso in più momenti non solo al punto di vista dell'assassino, come avveniva nei precedenti lavori di Argento, ma anche ai suoi sogni e ricordi. È vero, magari a livello di sceneggiatura non siamo ai livelli di Profondo rosso, ma chi lo è? Ma anche qui vi sfido a capire chi è l'assassino. Davvero, Argento mi fa sentire stupido. In più punti arrivi ad esclamare «È lui l'assassino!» e SBAMM! Morto. Allora dici «Quindi è stata lei!» Ri-SBAMM! Morta anche lei e via così con una sceneggiatura intricata e sanguinosa (spettacolari gli ultimi dieci minuti).
Giuliano Gemma e John "i 3 dell'operazione drago" Saxon chiudono il cerchio su una pellicola che vale sicuramente la pena recuperare.
Voto:




9. Phenomena (1985)
Ci sono amici che ti consigliano film orrendi, ed altri che invece hanno gusti più affini ai tuoi. Phenomena mi è stato caldamente raccomandato e, per una volta, sono stato ben consigliato.
ADORO Phenomena. Tra tutti i film di Dario Argento è forse quello che riesce meglio ad equilibrare il giallo e l'horror. La voluta ambiguità delle inquadrature soggettive utilizzate per gli omicidi, spingono lo spettatore a sospettare di tutti i personaggi coinvolti (e chi tra voi l'ha visto sa di cosa parlo). La parte horror della pellicola è supportata da innumerevoli punti, vuoi per i poteri della protagonista, vuoi per le location. In fondo, le scuole sono sinistre per definizione. Suspiria docet, giusto?
La musica... Mio Dio la musica è qualcosa di speciale. Appena comprerò il giradischi, questo sarà il vinile da recuperare (vabbè, magari il secondo. Giusto dopo Dark Side of the Moon...)
Sul lato recitativo abbiamo una giovanissima Jennifer Connelly, fresca fresca dalla performance in C'era una volta in America, e Donald Pleasence, il mio Ernst Stavro Blofeld preferito (checché ne dicano in Slevin). Insomma, mica noccioline...
Il film ha alcuni punti di calo prima delle battute finali, ma nulla di preoccupante o che ne pregiudichi la fruibilità generale. Anzi, le scene più iconiche si trovano proprio nell'ultima mezzora (tipo quella della "vasca"...)
Un'ultima cosa: se gli insetti vi fanno impressione, questo film fate finta che non esista...
Voto:




10. Opera (1987)
Con Opera siamo nuovamente di fronte ad un giallo "puro" e senza influssi paranormali, con l'aggiunta di un ottimo commento sonoro (ma già dal titolo s'era capito, vero?) Al solito, l'assassino è difficilmente identificabile, anche se in questo caso la rosa dei possibili killer è più ristretta rispetto al passato.
Questo tra tutti è forse il film con gli omicidi più crudi e dettagliati che Argento abbia girato. Altro che Saw e Hostel, qui vengono mostrati nel dettaglio i possibili usi di un coltellaccio da macellaio. Sottolineo, NEL DETTAGLIO. Vi basti sapere che questo film ho iniziato a guardarlo in compagnia ma ho finito di vederlo da solo. Dopo una certa scena che includeva la protagonista, un poveretto, l'assassino ed il succitato coltellaccio, la persona che era con me (e che fino a quel momento aveva tenuto la testa nel maglione) s'è alzata e se n'è andata... Non parliamo poi della "Cura Ludovico" alla quale il killer sottopone continuamente la protagonista (e della quale potete avere un assaggio guardando la locandina qua sopra). Cioè, rendiamocene conto, altro che "Gente che fugge dai cinema del 1973 durante L'Esorcista". Qui abbiamo "Gente che fugge dai salotti del 2015 durante Opera di Dario Argento". E scusate se è poco.
Voto:



Se avete seguito lo speciale dall'inizio avrete notato che finora nelle valutazioni abbiamo abbondato con le "mannaie". Ma abbiate fede (anzi timore), perché da settimana prossima scopriremo alcuni film che forse era meglio che Argento non li girava proprio...


mercoledì 21 gennaio 2015

Il Giallo e l'Orrore (parte 1)

Bene amici cinefili, ora cominciamo a fare sul serio. In questi giorni parleremo di quelli che sono probabilmente i lavori migliori del nostro Darione. Cominciamo subito, perché di cose da dire ce ne sono fin troppe.

5. Profondo rosso (1975)
Eccolo qui, il film che mi ha fatto ricredere sul genere Giallo. Argento riesce lì dove anche le storie di Agatha Christie ed Arthur Conan Doyle avevano fallito: tenermi incollato alla poltrona. (BLASFEMIA!!!)
Già dai primissimi minuti, anche solo col Blue Bar che omaggia Hopper (che adoro), il film esercita un potente magnetismo. Vuoi per le musiche, vuoi per l'intelligentissima regia, tutto è in perfetto equilibrio. E a proposito di regia, è spettacolare come il bandolo della matassa sia letteralmente lì, davanti ai nostri occhi, nascosto in bella vista. La bravura di Argento sta proprio qui: guidare lo sguardo dello spettatore dove vuole lui. Celare gli indizi in modo che, alla fine del film, ti dici "Come ho fatto a non vederlo!" E te lo rivedi subito una seconda volta, quasi come accadeva con i primi film di Shyamalan, tipo Il sesto senso (ovvero quando ancora Shyamalan i film li sapeva girare).
Un'ultima cosa per gli amanti del gore: state tranquilli, le morti "creative" in Profondo rosso non mancano di certo...
Voto:
P.S.
Me ne frego se il film è uscito 40 anni fa. Al primo che spoilera qualcosa nei commenti, stanotte gli mando Mater Suspiriorum sotto al letto. Intesi? ò_ó



6. Suspiria (1977)
Eccoci al piatto forte. Quello che per molti (me incluso) resta tutt'oggi il miglior horror girato da Dario Argento.
Prima di parlare del film però, facciamo insieme un ragionamento. 
Il Cinema di Argento è stato praticamente saccheggiato da molti altri registi. Ma questo non è un male. Pensateci un attimo, a scuola non si copiava dall'asino della classe, ma dal più bravo. E se ti copiano, significa che stai lavorando bene. Un esempio a caso? La scena del filo spinato, praticamente identica ad uno degli omicidi del primo Saw, ma girata con 30 anni di anticipo. Capite cosa intendo? Noi in Italia giravamo negli anni '70 gli "horror forti" che decenni dopo hanno sbancato i botteghini (e con sceneggiature decisamente meno curate, aggiungo io).
Tecnicamente, due cose saltano all'occhio in Suspiria. Il sonoro e la fotografia. Il primo è eccezionale sia per le musiche, azzeccate ed indimenticabili (grazie Goblin!), sia per il montaggio, con raccordi intelligenti tra le scene. È la fotografia però il vero tratto distintivo della produzione. Argento dimostra che bastano dei faretti RGB per dare vita ad atmosfere indimenticabili e terrificanti.
Che altro dire? Se non l'avete ancora visto, guardatelo. Amatelo.
Voto:


7. Inferno (1980)
Leggo in giro che quando si parla di Suspiria e di Inferno, si tira sempre in ballo il sovrannaturale. Ora magari sbaglio io, ma a me gli orrori mostrati in questi film sembrano molto "terreni" e legati più a fobie tangibili, piuttosto che al mondo del sovrannaturale. Sembra quasi che Argento prenda il Male, inteso come concetto astratto, e lo sporchi con il materialismo terreno. Gli incubi si manifestano sotto le spoglie di animali, oggetti e persino luoghi. Cose non troppo lontane dalla vita di tutti i giorni. E se ci pensate bene, da piccoli erano proprio queste cose "normali" a terrorizzarci più di ogni cosa. 
Inferno ha un unico, enorme difetto: essere uscito dopo Suspiria. Questo non è un brutto film. Tuttavia le aspettative dopo il predecessore erano piuttosto alte, quasi inarrivabili. E quando una pellicola disattende le aspettative, automaticamente ci delude. È vero, è un problema più mio che del film in sé, ma l'amaro resta.
Voto:


Una piccola domanda per chi è nerd almeno quanto me e magari anche appassionato di fumetti: non sembra anche a voi che la DC nella saga de La Notte dei Gufi abbia tratto ispirazione proprio da Inferno per creare i nascondigli della Corte dei Gufi? Pensateci...

sabato 17 gennaio 2015

Serata dedicata a Dario Argento


Buongiorno, amici cinefili!
È con somma gioia che vi comunico la partecipazione a StereoFollia per una serata dedicata al nostro Darione Argento Nazionale.
Con la conduzione di DJ Fabio, parleremo non solo dei film ma soprattutto della Musica del Maestro dell'Horror.

Vi aspetto lunedì 19 Gennaio dalle 22 su http://webradionetwork.eu/

Ah! Mi raccomando, non dimenticate di mettere "Mi Piace" sulle pagine Facebook di StereoFollia e Dj Fabio!

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Ehi, tu! Sì, proprio tu davanti allo schermo. Perché non hai ancora messo "Mi Piace" sulle pagine che ti ho detto? Come dici? Stavi giusto andando a cliccarci adesso? Bene, continua così. Ti tengo d'occhio, sai? ò_ó

venerdì 16 gennaio 2015

4. Le cinque giornate (1973)

... di Milano. Quindi se siete di Milano, VA visto.
Se non siete di Milano ma siete italiani, VA visto. 
Se non siete italiani, VA visto lo stesso (credevate di scamparla?). 
A prescindere dal luogo geografico nel quale siamo nati, un po' di cultura fa sempre bene.
Comunque dite la verità: questo film non ve l'aspettavate nello speciale su Dario Argento, vero?
Noto infatti che Le cinque giornate viene spessissimo saltato quando si parla del nostro Darione nazionale. Saltato a torto, aggiungo io. È vero, non sarà blasonato quanto i Capolavori di Luigi Magni, ma non crediate che ci si distacchi poi così tanto. Vedete, per quanto sia a tratti estremamente leggero nella narrazione, non dimentichiamo che è con la falsa superficialità che si riesce ad esprimere le critiche più profonde.
Quindi non solo parleremo di questa ottima pellicola nel nostro speciale, ma le dedicheremo anche un articolo tutto suo. Bisogna darle la visibilità che merita.

Ora non so voi, ma a me a scuola hanno fatto studiare poco e nulla degli ultimi due secoli di storia italiana. Sia alle medie che alle superiori ci siamo fossilizzati al 90% solo sulla seconda guerra mondiale, con buona pace dell'Unità d'Italia, della prima guerra mondiale e soprattutto del dopoguerra. Detto fra noi, se non fosse per Montanelli e Wikipedia, sarei all'oscuro di una buona fetta di storia del nostro paese. Però, visto che siamo su Pazzi per il Cinema, piuttosto che consigliare libri e siti, elenchiamo qualche film che vi consiglio caldamente di vedere: 
- Il Gattopardo (Luchino Visconti, 1963)
- In nome del Papa Re (Luigi Magni, 1969)
- La grande guerra (Mario Monicelli, 1959)
Le cinque giornate (Dario Argento, 1973) [insomma, questo qui...]

« Ma che cos'è questa democrazia? »
« L'è che son' tutti liberi, t'è capì? Ed anche te, che sei un pirla, puoi dire la tua. »

Celentano non piace a tutti, è vero. Però se per un attimo sorvolassimo sui possibili pregiudizi, noteremmo che l'intero cast sorregge egregiamente la sceneggiatura.
La regia "teatrale" di Argento è presente anche in questo film. Tuttavia il montaggio ed il susseguirsi delle situazioni mantengono alto il ritmo, e le due ore che dura il film si sentono appena. Certo, man mano che ci avviamo verso la conclusione, le sequenze diventano sempre meno "leggere". E battute come quella sopra riportata lasciano spazio a ben altri temi, forse più vicini a Tomasi di Lampedusa piuttosto che ai soliti filmetti con Celentano. Se questo da un lato farà la felicità di chi cerca una pellicola abbastanza "impegnata", dall'altra può facilmente scontentare chi credeva di trovarsi di fronte ad un film di tutt'altro tipo.
VOTO:

mercoledì 14 gennaio 2015

La trilogia degli animali

Siamo onesti. Mi sto prefiggendo l'obiettivo di recensire 19 film in meno di un mese quando l'anno scorso la diciannovesima recensione l'ho pubblicata ad aprile. Abbiate pietà quindi se adotteremo le "micro-review" per la maggior parte dei film dello speciale. Non per tutti, sia chiaro. Alcune pellicole necessitano certamente di qualche riga in più per essere trattate. Inoltre io di nome non faccio Gianni e di cognome non faccio Canova. Vogliate considerare quindi lo speciale nel suo insieme più come i pensieri di un appassionato di Cinema come voi, piuttosto che come una mera lista di recensioni di Alta Critica Cinematografica.

1. L'uccello dalle piume di cristallo (1970)
Nei gialli è fondamentale tenere lo spettatore incollato alla poltrona. E quale modo migliore se non renderlo complice dell'assassino? Fateci caso, le inquadrature soggettive ci mettono nei panni dell'assassino. Ci fanno vedere con i suoi occhi. Ci fanno ESSERE l'assassino. Vedete, in moltissimi punti del film è come se comparisse un bersaglio sulla schiena della vittima ti turno. Ti viene quasi da dire «adesso questo muore», e poi muore davvero. Ora, alcuni potrebbero pensare che questo renda il film prevedibile. In verità la vera bravura del regista sta proprio qui: facendoti capire cosa sta accadendo genera complicità, mentre l'impossibilità di aiutare la vittima genera impotenza. Queste due cose messe insieme creano l'ingrediente fondamentale di ogni buon film: l'IMMEDESIMAZIONE. 
Delle musiche di Morricone non ne parliamo nemmeno, sennò la micro-review diventa una standard-review.
Voto:


2. Il gatto a nove code (1971)
Da bambini tutti avevamo paura di una cosa: il buio. Lo riempivamo con ogni genere di orrore immaginabile. Crescendo, il timore è venuto meno perché diciamocelo, razionalmente nulla potrà mai nascondersi nel buio di camera nostra. Ma se non fosse così? Se, immersi nell'oscurità, ci fosse veramente qualcuno lì con noi? Qualcuno malvagio e conscio del fatto che non possiamo vederlo.


«Paura, eh?»
Ora, secondo S. S. Van Dine la regola numero uno di un buon giallo è che Il lettore deve avere le stesse possibilità del poliziotto di risolvere il mistero. Concordo, ovviamente. Essendo però questo Pazzi per il Cinema, fatemi enunciare quella che per me è la regola zero di un buon film giallo:
L'atmosfera deve essere ben realizzata.
Pensateci un attimo: anche un testo di Shakespeare sarebbe un'atrocità se avesse le atmosfere di Elisa di Rivombrosa, non vi pare?
Ora, di una cosa sono sicuro: Il gatto a nove code ha un'atmosfera spettacolare. Le musiche di Morricone e la regia di Argento (qui più "movimentata" rispetto al film precedente) contornano una trama per nulla banale e degna ancora oggi di essere seguita. Pazienza per la presenza di alcuni elementi pseudoscientifici che ne tradiscono l'età.
Voto: 

3. 4 mosche di velluto grigio (1971)
Peppe: Ma per forza in giro così devi andare?
Capannelle: Sportivo!
Peppe: Ma quale sportivo, stai in divisa da ladro...
Ecco, esattamente come ne I soliti ignoti, anche nei film di Argento potremmo fare un ragionamento analogo per l'abbigliamento degli assassini. Tuttavia non voglio dilungarmi su quanto questo sia non solo un bene, ma che rappresenti in realtà la proiezione mentale dell'idea del killer nella finzione e bla bla bla... Insomma, paroloni da critico che non si addicono alla mia persona. Quello che mi preme sottolineare è che ad Argento piace giocare con lo spettatore. Ascoltate, non voglio assolutamente fare spoiler a chi non ha mai visto questo film. Non dirò nulla nemmeno sull'inizio del film. Voglio invece lanciare una sfida a chi non l'ha mai visto: guardatevi i primi 7 o 8 minuti. Se dopo averlo fatto non salterete sulla sedia esclamando «Ma Argento è un genio! :O » restando totalmente rapiti da un film che ormai ha più di 30 anni sulle spalle, datemi pure del bugiardo.

Per quelli tra voi non interessati a raccogliere la mia sfida, lasciate che elenchi alcune delle numerose frecce che questa pellicola ha a sua disposizione:
- le musiche di Morricone.
- la scena dell'iniezione nel cuore di Pulp Fiction, un quarto di secolo prima di Pulp Fiction.
- Sangue che scorre rosso e fumante manco fosse vin brulé.
- Bud Spencer nei panni di Dio.
- L'ho già detto che ci sono le musiche di Morricone?

Tuttavia sapete una cosa? Forse quello che mi è piaciuto meno tra questi tre film è proprio 4 mosche di velluto grigio. Fermi, fermi, fermi! Posate i forconi (o nel nostro caso, le mannaie). Non sto dicendo che sia un brutto film, anzi! Fossero tutti così i gialli, diverrei presto un fan di questo genere. Quello che voglio dire è che, per quanto GENIALE possa essere, un certo risvolto "legato al titolo" (e chi può capire capisca) appare oggi un filo troppo datato. Va bene la sospensione dell'incredulità, ma probabilmente oggi la sceneggiatura sarebbe stata scritta diversamente in quei passaggi.
Voto: 

lunedì 12 gennaio 2015

Speciale Dario Argento

Era da tempo che pensavo di fare una maratona dei film di Dario Argento.
Lo ammetto, alcuni mi mancavano. Dopotutto, io sono un ragazzo gggiovane classe 1986. Molti di questi film sono usciti prima ancora che io nascessi!
Ma questa non è una scusante. Un vero cinefilo deve conoscere i film di Dario Argento.
Quindi me li sono visti tutti! ò_ó
Anche quelli che avevo già visto! ò_ó
In ordine cronologico! ò_ó

Inoltre lunedì prossimo su STEREOFOLLIA, DJ Fabio parlerà proprio del nostro Maestro dell'horror nazionale! Quale momento migliore per un bel ripassino di queste pellicole?



In aggiunta a ciò, tenteremo insieme un piccolo esperimento. Per la prima volta daremo il voto alle pellicole. Ora, chi segue da tempo il blog saprà che non do mai valutazioni numeriche ai film per due ragioni. 
Punto primo, penso che il Cinema sia veramente la "settima Arte" ed in quanto tale trovo poco sensato dare un voto ad un'opera d'arte. Non si può "pesare" l'Arte. Ricordate cosa diceva il professor Keating all'inizio de L'attimo fuggente? Ecco. 
Punto secondo, troppo spesso sento gente paragonare tra loro film di generi diversi per mezzo di un voto. Volete un esempio? Va bene. Andando su IMBD e scopriamo che Forrest Gump ha una valutazione di 8,7 mentre L'Impero colpisce ancora ha 8,8. Pensate veramente che l'uno sia meglio dell'altro oppure ritenete che, essendo due film totalmente diversi, sia estremamente poco sensato paragonarli tra loro?
Ora, dato che in questo speciale parleremo solo di film di Dario Argento, potremmo anche pensare di dargli dei voti e contravvenire al punto uno di cui sopra.
Quindi avremo:
5 mannaie su 5
Questo film dovrebbe essere proiettato nelle scuole (di cinema... Che avevate capito?)

4 mannaie su 5
Dovete vederlo volenti o nolenti. Se necessario, stile Cura Ludovico (o, per stare in tema, come quella di Opera)

3 mannaie su 5
Consigliato se già conoscete Argento e volete vedere qualche altro film "sicuro"

2 mannaie su 5
Solo se avete già visto, ed amato, gli altri.

1 mannaia su 5
Questi fingiamo che non siano mai stati girati, va bene?

Se non conoscete i film di Dario Argento poco male, scopriteli con questo speciale e scegliete quali recuperare per primi.
Se già amate i suoi film, bene! Ma seguiteci lo stesso e vedete se le vostre opinioni coincidono con le mie. In caso contrario, giù col flame nei commenti! Evviva l'anonimato sulla Rete! :D
Se invece non amate il Cinema di Argento pazienza, rispetto la vostra opinione. Tuttavia vi invito a seguire ugualmente questo speciale: è possibile che non manchino delle sorprese...

Appuntamento nei prossimi giorni con le prime recensioni!

Articoli:
La trilogia degli animali -> Link
La parentesi "storica" -> Link
Il Giallo e l'Orrore (Parte 1) -> Link
Il Giallo e l'Orrore (Parte 2) -> Link
La Paura fa (anni) '90 -> Link
Dario Argento: I film del nuovo millennio (parte 1) -> Link
Dario Argento: I film del nuovo millennio (parte 2) -> Link
Conclusioni -> Link

mercoledì 7 gennaio 2015

Buoni propositi per il 2015

Amici cinefili, BUON ANNO! :D
Passate bene feste? Vi siete scambiati i regali? Magari strenne faraoniche tipo panettoni d'oro con zaffiri e ametiste al posto dei canditi? Oppure avete brindano con champagne riserva 1612? Personalmente io di regali non è che ne abbia ricevuti poi molti, però ho mangiato tanto (ok, diciamo pure troppo). Questa volta infatti tra i buoni propositi del 2015 direi che "la dieta" ce la mettiamo per davvero (hanno anche aperto una bella palestra proprio dietro casa mia).


Ora, come ci sta suggerendo il pimpante Wolverine qua sopra, siamo all'inizio del terzo anno di vita del blog. Chi mi segue dagli inizi sa già che tra i buoni propositi che si fanno ogni gennaio, io me ne prefiggo sempre uno "cinefilo" da raggiungere entro il 31 Dicembre. Questa volta avevo una mezza idea di abbandonare la questione dei 100 film da vedere entro la fine dell'anno. Idea subito scartata viste le reazioni degli amici ai quali ho chiesto consiglio. Quindi l'obbiettivo dei 100 film rimane.
Comunque qualche piccola modifica la faremo ugualmente. Vedete, tirando le somme sull'anno appena passato, è emerso che lo speciale su Underworld è piaciuto parecchio. Verremo quindi incontro ai gusti dei lettori publicando più recensioni a tema, magari a partire già dalla prossima settimana...

Senza indugiare oltre, vediamo quindi gli obiettivi di Pazzi per il Cinema del 2015:
- RECENSIRE 100 FILM! ò_ó
- Scrivere più Speciali! (si accettano suggerimenti)
- Presenza più assidua sui social (perché fanno tanto gggiovane)

Appuntamento nei prossimi giorni per le prime recensioni!
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