Google+ Pazzi per il Cinema: 49. Underworld (2003)
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venerdì 17 ottobre 2014

49. Underworld (2003)

Ho sempre snobbato questo film. Vuoi perché il fantasy non è mai stato il mio genere preferito. Vuoi perché quando uscì mi fidavo ancora troppo delle recensioni della critica. Fatto sta che Underworld non l'avevo mai visto.
Grave errore.
Lasciamo pure perdere che la prima persona a consigliarmelo fu quella ragazza che alle superiori mi piaceva tanto, e poteva anche essere motivo d'attracco. Ma vabbè... Ora che però mi hanno regalato il cofanetto con i quattro film della saga, mi pento di non essermelo goduto quando avevo l'età giusta per farlo.
Ora, che Underworld non punti a vincere a Venezia, Cannes e Berlino lo vedrebbe pure un cieco. Ma allora quale è lo scopo di questo film? Perché qualcuno dovrebbe spenderci del tempo?
Ve lo dico io:

PERCHÉ SA INTRATTENERE

È spettacolare come una cosa tanto banale venga spesso dimenticata dai film-maker. Inoltre lo volete sapere un segreto? Non solo è divertente da guardare, ma sotto un punto di vista meramente tecnico, Underworld non è nemmeno brutto come lo dipingono. La sceneggiatura saprà anche di già visto, ma è ben scritta e scorre che è un piacere. Apprezzabile soprattutto l'attenzione riposta nella costruzione dei background dei personaggi. Alti e bassi invece nella recitazione, con note positive per Michael Sheen e piuttosto negative per Scott Speedman, ma nel complesso sufficiente. La colonna sonora, vero fiore all'occhiello della produzione, risulta inaspettatamente di ottima fattura ed una spanna sopra pellicole ben più blasonate.
Regia e fotografia promosse a pieni voti. La prima per saper mantenere un buon equilibrio tra sequenze narrative e "spara-spara". La seconda per un uso dei filtri cromatici sì pesante, ma che non fa perdere i dettagli nemmeno delle sequenze più scure. Certo, in entrambe l'odore del "periodo Matrix" è forte ed ai limiti del plagio, ma non è un difetto emulare i migliori, giusto?
Per ultima ma non meno importante, abbiamo una Kate Beckinsale nel fiore degli anni, armata fino ai denti e soprattutto strizzata in una tutina di latex che scusate se è poco... 
Giudizio finale? Promosso a pieni voti. Ora perdonatemi ma prendo un secchio di pop corn al caramello e vado subito a vedermi il sequel.

Consigliato a:
Chi cerca un prodotto dark, con una storia meno banale di quanto si possa pensare e tanta, tanta, azione.

Sconsigliato a:
Chi non apprezza prodotti a chiaro indirizzo adolescenziale.

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