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sabato 20 agosto 2016

#MoMeLoSegno - Invito a cena con delitto (1976)

La trama in 50 parole.
I cinque più grandi investigatori del mondo sono invitati, assieme ai loro assistenti, nel castello di un eccentrico milionario. Qui, viene lanciata loro la seguente sfida: allo scoccare della mezzanotte avverrà un delitto insolubile. Tuttavia, chi riuscirà a venirne a capo potrà lasciare il castello con un milione di dollari.

Consigliato a:
Chi è appassionato di film gialli.

Sconsigliato a:
Chi non ha mai visto nulla di Colombo, Poirot o Miss Marple. Essendo un film parodia, se non conoscete gli originali perdereste metà del divertimento.

Perché vederlo?
Già solo per gli attori questo film merita di essere visto. Peter Falk, Alec Guinness e Maggie Smith sono solo alcuni dei grandi nomi qui presenti. Oltre a questo, siamo di fronte ad una gustosissima parodia. I cinque detective sono perfetti ricalchi delle loro controparti "reali". Lo splendido umorismo poi garantisce risate dall'inizio alla fine.

P.S.
Ve l'ho detto che tra gli attori c'è pure Peter Sellers? No? Beh, ora lo sapete. 

lunedì 22 febbraio 2016

5. The Hateful Eight (2015)

Pensate quanto vi voglio bene. Questa sadica e spietata versione del Cluedo l'ho voluta vedere due volte prima di recensirla. L'ultima volta, con Django, scrissi la recensione a caldo. La sera stessa che lo vidi al cinema. Grave errore. Avrei dovuto dormirci su. Infatti, alla seconda visione, prese di prepotenza il posto di MIGLIOR FILM DI QUENTIN TARANTINO nel mio cuore. (Ma di questo avevamo già parlato nello speciale, ricordate?)
Ora la domanda è: sarà riuscito Tarantino a sfornare un film all'altezza delle nostre aspettative?
Uhm... Meglio non essere avventati. Pensiamoci un momento prima di rispondere. Andiamoci piano, come la melassa.

giovedì 14 gennaio 2016

1. Sherlock: L'Abominevole Sposa (2016)

L'Inghilterra, e soprattutto gli inglesi, non piacciono a tutti. Non possiamo però ignorare che quella nebbiosa isoletta ci ha regalato nel tempo tante cose che non possiamo non amare. Giusto per dirne qualcuna:
- I Beatles
- Alfred Hitchcock
- Emma Watson
- Gli 007
- I Pink Floyd
- Emma Watson
- Doctor Who
- I Queen
- Emma Watson
Potrei continuare, ma voglio parlarvi subito di un'altra cosa fenomenale che proviene dalle terre d'Albione:
SHERLOCK!
Parlo di una delle migliori serie televisive mai realizzate. Ora, chi mi conosce sa benissimo che io non sono un grande fan delle serie tv. Vuoi per il poco tempo, vuoi perché guardo troppi film, finisco sempre per non riuscire a seguirle. Ma per Sherlock il tempo lo si deve trovare. Lasciatemi sottolineare per bene un semplice concetto: questa serie è forse la più fedele (ebbene sì) e meglio riuscita trasposizione dei romanzi di Arthur Conan Doyle. E scusate se è poco.
Ma siamo qui per parlare dell'episodio che dà il titolo all'articolo, distribuito in anteprima nei cinema.

martedì 10 febbraio 2015

22. Grand Budapest Hotel (2014)

È raro beccare il filone fortunato.
Tre film visti, tre film validi. Certo, c'è da dire che mi sto preparando alla Notte degli Oscar, quindi era logico aspettarsi un certo livello di qualità.
Devo essere onesto con voi, ero piuttosto titubante sull'effettiva qualità di questa pellicola. Troppo spesso film largamente osannati si rivelano alla prova dei fatti come cocenti delusioni.
Mai stato così felice di sbagliarmi.

Grand Budapest Hotel è una commedia nera impreziosita da note d'avventura e tocchi di giallo qua e là.
Wes Anderson dimostra che non servono inquadrature avveniristiche per rendere grande una regia. Panoramiche e carrellate. È questo ciò che basta (a lui) per regalarci un film visivamente affascinante per non dire unico. La “One-Point Perspective” tanto cara a Kubrick viene qui utilizzata in continuazione, col risultato di trasformare l'intera vicenda in una sorta di adorabile, grottesca, fiaba moderna. I toni colore chiudono il cerchio su una direzione artistica da Oscar.

Riguardo agli attori... Ora, è vero che grandi nomi non fanno automaticamente grande un film, però lasciate che ve ne citi alcuni:
Ralph Fiennes
Bill Murray
Edward Norton
F. Murray Abraham
Harvey Keitel
Jude Law
Tilda Swinton (vi do 10€ se la riconoscete)
Willem Dafoe
Vi garantisco che parte del divertimento del film è proprio il gioco del "guarda chi c'è!"
Ora scusatemi ma devo lasciarvi, vado ad acquistare il blu-ray di questo film su Amazon.

Consigliato a:
Chi vuol vedere una pellicola fresca, ben diretta e con un cast a dir poco eccezionale.

Sconsigliato a:
Chi non ama i manierismi tecnici. Per quanto particolare e ricercata, la direzione artistica può benissimo non piacere.

venerdì 30 gennaio 2015

Dario Argento: I film del nuovo millennio (parte 2)

Eccoci qui. Gli ultimi due film dello speciale. Ma tagliamo corto e cominciamo subito, che di cose da dire ce ne sono parecchie!

18. Giallo (2009)
Ricordate Attila: Flagello di Dio? Quando Re Ardarico diceva: «Giallo... rolla funebre!»
Ecco, questo film è un inciampo talmente maldestro da stroncare una carriera. Non riesco a capire come il regista/autore di Profondo rosso, Tenebre e Opera abbia potuto girare un giallo come questo. Va bene che tecnicamente siamo una spanna sopra gli altri suoi lavori, ma a livello di contenti proprio non ci siamo. Il film decolla dopo oltre 40 minuti! Un tempo indecoroso e ben al di là dell'umana sopportazione. L'assassino, punto chiave in un film del genere, semplicemente non funziona. Non fa paura. Non crea tensione. E non è dovuto assolutamente al fatto che ne conosciamo l'identità fin dagli inizi (Colombo docet). Semplicemente non ha un briciolo di carisma, non suscita né empatia né paura, risultando un personaggio magari ben concepito ma molto mal sviluppato. Inoltre i fan del gore resteranno molto delusi: il film sembra passato sotto le mani della censura di Italia 1, e chi deve capire capisca...
Voto:


19. Dracula 3D (2012)
« Io ne ho fatti film che voi spettatori non potreste immaginarvi:
film di combattimento ispirati a Zatōichi nei panni di un cieco,
e ho vissuto il futuro di Ridley Scott ed il fantasy di Richard Donner.
E tutti quei ruoli andranno perduti nel tempo,
come lacrime nella pioggia.
È tempo di girare Dracula 3D. »
[Cit. Van Helsing/Rutger Hauer in Dracula 3D]

Io lo so perché Rutger Hauer sì è prestato a questa carnevalata. Perché Dracula 3D, sulla carta, non è affatto una carnevalata. È "Dracula" fatto da Argento! Dentro troviamo tutti gli ingredienti tipici dei suoi lavori. Morti creative. Trovate geniali. Inquadrature meravigliose. Certo, le inquadrature sono anche lunghe e molto "teatrali" ma cavolo, se dopo 18 film ci si aspetta qualcosa di diverso allora significa che non si è capito nulla. Inoltre la fotografia è piuttosto buona, soprattutto negli interni e nelle scene notturne. Roba che certi registi avrebbero solo da imparare.
Allora cosa affossa inesorabilmente questa produzione? 
Ve lo dico io: gli effetti visivi. Ora, io credo che l'aspetto esteriore di un film non debba essere anche l'unico aspetto al quale si guarda, però come si fa a realizzare nel 2012 effetti tanto... Come è quel termine tecnico? Ah, sì: BRUTTI. Vedete, è inutile avere il colpo di genio di trasformare Dracula in una creatura figlia del Male, in grado di assumere orrorifiche sembianze, quando quegli incompetenti del reparto effetti visivi lavorano con i piedi (per non dire altro...) I modelli poligonali spogli, l'illuminazione sbagliata e meno poligoni di un personaggio della Playstation 2 rendono le scene in computer grafica talmente male che hanno un unico effetto sul pubblico: strappare involontarie risate. Di conseguenza, la cosiddetta "sospensione dell'incredulità" viene meno e questo distrugge l'unica colonna portante di un film horror: la tensione.
Del sonoro poi non ne parliamo nemmeno perché sarebbe vilipendio di cadavere
Darione, io non sono nessuno e tu non mi conosci, ma un consiglio voglio dartelo lo stesso: nel prossimo film il controllo qualità affidalo a qualcuno capace e di cui ti fidi. In Dracula 3D degli incompetenti hanno buttato al vento il tuo lavoro. Senza rispetto. Senza dignità.
Voto:


Bene, direi che qui abbiamo finito. Vi do appuntamento a settimana prossima per tirare le somme sullo speciale e discutere su cosa recensire dopo... Sapete una cosa? Non credevo che sarei riuscito a terminare questo speciale. Non parlo del fatto di dover guardare 19 film in così poco tempo. I cinefili tra voi sanno che in un mese la quota è quella. Parlo proprio della capacità di scriverne per tutti la recensione. Non avete idea di quanto tempo portino via quelle 1000 battute scarse per ogni film. Ma per il Cinema, per la nostra passione, ne vale sicuramente la pena, non trovate?

mercoledì 28 gennaio 2015

Dario Argento: I film del nuovo millennio (parte 1)

Lo speciale su Dario Argento continua! Oggi, altre tre recensioni! :D


15. Non ho sonno (2001)
Questo film non è male davvero. La regia di Argento, le musiche dei Goblin, la collaborazione di Carlo Lucarelli. Tutto gira piuttosto bene. Le scene truculente poi non mancano di certo.
Nota di merito per gli attori: Max von Sydow (il mio secondo Ernst Stavro Blofeld preferito, il primo lo trovate in Phenomena) è molto "nella parte", gestendo il personaggio con una nonchalance che solo gli attori più navigati hanno maturato. Si sa che Argento non è famoso per dare indicazioni precise agli attori quanto piuttosto mostrare un concetto con un'inquadratura efficace. Ma con Max von Sydow in scena tutto risulta più scorrevole. 
Sceneggiatura interessante fino alle battute finali, titoli di coda compresi.
Unica caduta di stile di una sceneggiatura altrimenti ottima è sul nome del cattivo di turno: "il nano assassino" proprio non si può sentire.
Voto:


16. Il cartaio (2004)
Se il titolo del film precedente era Non ho sonno, questo avrebbe dovuto intitolarsi "Mo' c'ho sonno". Grazie al Cielo le musiche di Simonetti ed una sceneggiatura che dopo mezz'ora finalmente ingrana, salvano il salvabile.
Camilleri una volta ha detto in un'intervista che se una storia comincia col botto e finisce in bellezza, non importa cosa si mette nel mezzo: sarà un successo. Ecco, Il cartaio è agli antitesi di questa tesi. Partenza col diesel e finale smorto. Peccato davvero poi per la fotografia del tutto sballata, con scene quasi completamente al buio, e quasi tutte le scene truculente tagliate.
Tra gli attori bene Silvio Muccino, anche se ancora nel pieno del suo periodo "lingua di pezza".
Ora, questo film, pur con tutti i difetti che può avere, riesce ad intrattenere quel tanto che basta da guardarselo fino alla fine. Meriterebbe addirittura 3 mannaie, ma togliamo un kadam ehm.. una mannaia perché non c'è abbastanza sangue.
Voto:


17. La terza madre (2007)
Io proprio non capisco. Di solito la gente questo film lo asfalta senza appello. Va bene che non siamo ai livelli di Suspiria ed Inferno (ma chi lo è?). Va bene che le streghe in questo film sono essenzialmente una banda di smandrappate. Va bene che Mater Lacrimarum l'abbiamo attesa trent'anni ed alla fine s'è rivelata 'na trucidona che lasciamo perdere che è meglio. 
Il fatto è che questo film mi è piaciuto.
Lo so, da una recensione ci si aspettano motivazioni un filo di più oggettive. Il fatto è che la pellicola ha saputo tenermi davanti allo schermo fino alla fine. Da sveglio. Questa è una cosa da non sottovalutare in un film che alla fin fine vuole fare solo una cosa: intrattenere. Ma andiamo! Come si fa a non apprezzare un film dove dopo nemmeno 10 minuti un personaggio muore talmente male che a confronto gli slasher movie americani sembrano un episodi di Peppa Pig? È vero, alcune scelte narrative sono altamente discutibili (vedi il fantasmino guida) ma anche tenendo conto di tutto quello che di sbagliato c'è, il film non annoia mai. MAI. E se alla fine ti dici «Se ricapita me lo rivedo volentieri», allora il film ha raggiunto il suo scopo.
Voto:


Ho scritto troppo! ಠ_ಠ Devo tagliare qui. Ma non temete, di Giallo e Dracula 3D ne parleremo molto presto... (pensavate forse di scamparla?)

martedì 27 gennaio 2015

La Paura fa (anni) '90

Scusate il pessimo gioco di parole nel titolo del post... Comunque, continuiamo belli spediti in questa maratona dedicata a Dario Argento. Oggi recensiremo ben quattro film! Forza dunque, avanti con il primo.

11. Due occhi diabolici (1990)
Dopo Italia-Germania 4-3, con questo film abbiamo Italia-USA 1-0. Uhm... Vi vedo confusi. Mi sa che urge fare una premessa.
Due occhi diabolici è un film in due episodi firmato dai grandi registi dell'horror Romero e Dario Argento. I due dirigono qui due storie tratte dai racconti di Edgar Allan Poe. Per quanto non troppo fedeli agli originali cartacei, entrambi gli episodi risultano piacevoli da seguire. Tuttavia, e non lo dico per spirito patriottico, mentre Il gatto nero diretto da Argento risulta interessante al punto da farmi venire voglia di rileggere Poe, Romero si limita a dirigere freddamente e basta. Peccato.
Voto:


12. Trauma (1993)
"Trauma" deve riferirsi all'esperienza fatta da Argento con Romero nel film precedente. Non si spiega altrimenti questa robaccia qui. Mio Dio! Vi dico solo che durante la visione avevo pensato di scrivere un articolo come quelli del Dr. Manhattan, tante sono le incongruenze nella pellicola. Però il solo pensiero di doverlo rivedere da capo per fare gli screenshot mi ha fatto stare male. Questo film non lo rivedrò MAI PIÙ!
Da dove cominciare? Diciamo che questo è un esempio lampante di come un buon soggetto non si traduca automaticamente in una buona sceneggiatura. Infatti i tempi morti sono all'ordine del giorno ed è palese che non c'è sufficiente materiale per un'ora e mezza di girato. La recitazione poi è decisamente sottotono, e non mi riferisco a quella di Asia Argento. Parlo di TUTTI gli attori. Potrei scrivere pagine su tutto ciò che c'è di sbagliato in questa pellicola. Potrei parlarvi dei personaggi più insulsi creati da Argento fino a questo momento (il bambino più idiota della storia del Cinema, il farmacista manesco senza motivo, le teste decapitate che continuano a proferire verbo, i buchi di trama... Devo continuare?). Certo, gli va dato atto che l'assassino è ben celato e gli omicidi, per quanto tutti uguali, sono creativi. Ma se un film è noioso, non c'è genialata che possa salvarlo.
Caro Darione, finora m'eri piaciuto tanto. Avevi addirittura battuto due fuoricampo perfetti con Profondo rosso e Suspiria, ma questo film è uno strike.
Voto:


13. La sindrome di Stendhal (1996)
Strike due!
Non c'è davvero null'altro da aggiungere. Fidatevi sulla parola: EVITATE-QUESTO-FILM.
Belle le scene oniriche dentro i quadri, buona la fotografia ma, come diceva Califano, ♩♪ Tutto il resto è noiaaa ♬♪♬
Inoltre alcuni personaggi sono resi talmente male che strappano risate involontarie, tipo il padre della protagonista che ha perennemente questa espressione qui:

Giuro, non la cambia MAI! Altro che Kristen Stewart...
Ah! Stavolta l'ho capito chi è l'assassino! Yeeeh :D
Voto:


14. Il fantasma dell'Opera (1998)
Come girare un film cult di mio gradimento:
- Ricordare vagamente Labyrinth con David Bowie
- Usare ettolitri di sangue (preferibilmente rosso)
- Vestire il David Bowie di turno come Alucard di Castlevania
- Realizzare qualche Delitto-Morte-Omicidio che nemmeno le Fatality di Mortal Kombat
- Mostrare un numero non dispari di tette sullo schermo (NB: Atto di Forza è l'eccezione che conferma questa regola)
Ora, datemi del pazzo ma questo film l'ho A-D-O-R-A-T-O!
Già dai primissimo minuti capiamo che non ci troviamo di fronte al classico horror di Argento. Per quanto sangue e dettagli truculenti non manchino, lo stile è molto fiabesco. "Fiabesco" più come una storia dei fratelli Grimm piuttosto che un Classico Disney ovviamente, ma avevamo dubbi?
Inoltre abbiamo le musiche di Morricone che da sole costruiscono metà dell'atmosfera. L'altra metà è merito della regia (ovviamente) e della fotografia, qui piuttosto buona.
Dio quanto mi sono divertito con questo film! Meriterebbe un articolo a parte. Potrei, anzi DOVREI andare avanti a scrivere ancora per molto ma ci stiamo già dilungando troppo. Lancio però un appello ai miei amici: questo film dobbiamo rivedercelo tutti insieme! ò_ó
Voto:


Su su, che lo speciale è quasi concluso. Ancora un paio di articoli e poi ci dedichiamo finalmente all'Evento che noi tutti cinefili attendiamo più del Natale: GLI OSCAR!

venerdì 23 gennaio 2015

Il Giallo e l'Orrore (parte 2)

Proseguiamo spediti nel nostro speciale su Dario Argento con altri tre film che, a sentire amici e parenti, pare siano troppo spesso ignorati.

8. Tenebre (1982)
Tutti, e ripeto tutti, giù a dirmi: «Dopo Suspiria fermati!» «Non vale la pena vedere gli altri film di Dario Argento!» «Sono tutti bruttissimi!» e via così...
Balle.
Tenebre non solo è uno dei miei film di Argento preferiti, ma è anche un giallo di tutto rispetto e molto ben costruito. Già dal titolo. Basti pensare che per "tenebre" ci si riferisce a quelle dell'anima e della mente, piuttosto che a quelle reali. Infatti il film non solo è molto luminoso, con una bellissima fotografia anni ottanta, ma risulta quasi etereo in certe sequenze. Il film ci dà accesso in più momenti non solo al punto di vista dell'assassino, come avveniva nei precedenti lavori di Argento, ma anche ai suoi sogni e ricordi. È vero, magari a livello di sceneggiatura non siamo ai livelli di Profondo rosso, ma chi lo è? Ma anche qui vi sfido a capire chi è l'assassino. Davvero, Argento mi fa sentire stupido. In più punti arrivi ad esclamare «È lui l'assassino!» e SBAMM! Morto. Allora dici «Quindi è stata lei!» Ri-SBAMM! Morta anche lei e via così con una sceneggiatura intricata e sanguinosa (spettacolari gli ultimi dieci minuti).
Giuliano Gemma e John "i 3 dell'operazione drago" Saxon chiudono il cerchio su una pellicola che vale sicuramente la pena recuperare.
Voto:




9. Phenomena (1985)
Ci sono amici che ti consigliano film orrendi, ed altri che invece hanno gusti più affini ai tuoi. Phenomena mi è stato caldamente raccomandato e, per una volta, sono stato ben consigliato.
ADORO Phenomena. Tra tutti i film di Dario Argento è forse quello che riesce meglio ad equilibrare il giallo e l'horror. La voluta ambiguità delle inquadrature soggettive utilizzate per gli omicidi, spingono lo spettatore a sospettare di tutti i personaggi coinvolti (e chi tra voi l'ha visto sa di cosa parlo). La parte horror della pellicola è supportata da innumerevoli punti, vuoi per i poteri della protagonista, vuoi per le location. In fondo, le scuole sono sinistre per definizione. Suspiria docet, giusto?
La musica... Mio Dio la musica è qualcosa di speciale. Appena comprerò il giradischi, questo sarà il vinile da recuperare (vabbè, magari il secondo. Giusto dopo Dark Side of the Moon...)
Sul lato recitativo abbiamo una giovanissima Jennifer Connelly, fresca fresca dalla performance in C'era una volta in America, e Donald Pleasence, il mio Ernst Stavro Blofeld preferito (checché ne dicano in Slevin). Insomma, mica noccioline...
Il film ha alcuni punti di calo prima delle battute finali, ma nulla di preoccupante o che ne pregiudichi la fruibilità generale. Anzi, le scene più iconiche si trovano proprio nell'ultima mezzora (tipo quella della "vasca"...)
Un'ultima cosa: se gli insetti vi fanno impressione, questo film fate finta che non esista...
Voto:




10. Opera (1987)
Con Opera siamo nuovamente di fronte ad un giallo "puro" e senza influssi paranormali, con l'aggiunta di un ottimo commento sonoro (ma già dal titolo s'era capito, vero?) Al solito, l'assassino è difficilmente identificabile, anche se in questo caso la rosa dei possibili killer è più ristretta rispetto al passato.
Questo tra tutti è forse il film con gli omicidi più crudi e dettagliati che Argento abbia girato. Altro che Saw e Hostel, qui vengono mostrati nel dettaglio i possibili usi di un coltellaccio da macellaio. Sottolineo, NEL DETTAGLIO. Vi basti sapere che questo film ho iniziato a guardarlo in compagnia ma ho finito di vederlo da solo. Dopo una certa scena che includeva la protagonista, un poveretto, l'assassino ed il succitato coltellaccio, la persona che era con me (e che fino a quel momento aveva tenuto la testa nel maglione) s'è alzata e se n'è andata... Non parliamo poi della "Cura Ludovico" alla quale il killer sottopone continuamente la protagonista (e della quale potete avere un assaggio guardando la locandina qua sopra). Cioè, rendiamocene conto, altro che "Gente che fugge dai cinema del 1973 durante L'Esorcista". Qui abbiamo "Gente che fugge dai salotti del 2015 durante Opera di Dario Argento". E scusate se è poco.
Voto:



Se avete seguito lo speciale dall'inizio avrete notato che finora nelle valutazioni abbiamo abbondato con le "mannaie". Ma abbiate fede (anzi timore), perché da settimana prossima scopriremo alcuni film che forse era meglio che Argento non li girava proprio...


mercoledì 21 gennaio 2015

Il Giallo e l'Orrore (parte 1)

Bene amici cinefili, ora cominciamo a fare sul serio. In questi giorni parleremo di quelli che sono probabilmente i lavori migliori del nostro Darione. Cominciamo subito, perché di cose da dire ce ne sono fin troppe.

5. Profondo rosso (1975)
Eccolo qui, il film che mi ha fatto ricredere sul genere Giallo. Argento riesce lì dove anche le storie di Agatha Christie ed Arthur Conan Doyle avevano fallito: tenermi incollato alla poltrona. (BLASFEMIA!!!)
Già dai primissimi minuti, anche solo col Blue Bar che omaggia Hopper (che adoro), il film esercita un potente magnetismo. Vuoi per le musiche, vuoi per l'intelligentissima regia, tutto è in perfetto equilibrio. E a proposito di regia, è spettacolare come il bandolo della matassa sia letteralmente lì, davanti ai nostri occhi, nascosto in bella vista. La bravura di Argento sta proprio qui: guidare lo sguardo dello spettatore dove vuole lui. Celare gli indizi in modo che, alla fine del film, ti dici "Come ho fatto a non vederlo!" E te lo rivedi subito una seconda volta, quasi come accadeva con i primi film di Shyamalan, tipo Il sesto senso (ovvero quando ancora Shyamalan i film li sapeva girare).
Un'ultima cosa per gli amanti del gore: state tranquilli, le morti "creative" in Profondo rosso non mancano di certo...
Voto:
P.S.
Me ne frego se il film è uscito 40 anni fa. Al primo che spoilera qualcosa nei commenti, stanotte gli mando Mater Suspiriorum sotto al letto. Intesi? ò_ó



6. Suspiria (1977)
Eccoci al piatto forte. Quello che per molti (me incluso) resta tutt'oggi il miglior horror girato da Dario Argento.
Prima di parlare del film però, facciamo insieme un ragionamento. 
Il Cinema di Argento è stato praticamente saccheggiato da molti altri registi. Ma questo non è un male. Pensateci un attimo, a scuola non si copiava dall'asino della classe, ma dal più bravo. E se ti copiano, significa che stai lavorando bene. Un esempio a caso? La scena del filo spinato, praticamente identica ad uno degli omicidi del primo Saw, ma girata con 30 anni di anticipo. Capite cosa intendo? Noi in Italia giravamo negli anni '70 gli "horror forti" che decenni dopo hanno sbancato i botteghini (e con sceneggiature decisamente meno curate, aggiungo io).
Tecnicamente, due cose saltano all'occhio in Suspiria. Il sonoro e la fotografia. Il primo è eccezionale sia per le musiche, azzeccate ed indimenticabili (grazie Goblin!), sia per il montaggio, con raccordi intelligenti tra le scene. È la fotografia però il vero tratto distintivo della produzione. Argento dimostra che bastano dei faretti RGB per dare vita ad atmosfere indimenticabili e terrificanti.
Che altro dire? Se non l'avete ancora visto, guardatelo. Amatelo.
Voto:


7. Inferno (1980)
Leggo in giro che quando si parla di Suspiria e di Inferno, si tira sempre in ballo il sovrannaturale. Ora magari sbaglio io, ma a me gli orrori mostrati in questi film sembrano molto "terreni" e legati più a fobie tangibili, piuttosto che al mondo del sovrannaturale. Sembra quasi che Argento prenda il Male, inteso come concetto astratto, e lo sporchi con il materialismo terreno. Gli incubi si manifestano sotto le spoglie di animali, oggetti e persino luoghi. Cose non troppo lontane dalla vita di tutti i giorni. E se ci pensate bene, da piccoli erano proprio queste cose "normali" a terrorizzarci più di ogni cosa. 
Inferno ha un unico, enorme difetto: essere uscito dopo Suspiria. Questo non è un brutto film. Tuttavia le aspettative dopo il predecessore erano piuttosto alte, quasi inarrivabili. E quando una pellicola disattende le aspettative, automaticamente ci delude. È vero, è un problema più mio che del film in sé, ma l'amaro resta.
Voto:


Una piccola domanda per chi è nerd almeno quanto me e magari anche appassionato di fumetti: non sembra anche a voi che la DC nella saga de La Notte dei Gufi abbia tratto ispirazione proprio da Inferno per creare i nascondigli della Corte dei Gufi? Pensateci...

mercoledì 14 gennaio 2015

La trilogia degli animali

Siamo onesti. Mi sto prefiggendo l'obiettivo di recensire 19 film in meno di un mese quando l'anno scorso la diciannovesima recensione l'ho pubblicata ad aprile. Abbiate pietà quindi se adotteremo le "micro-review" per la maggior parte dei film dello speciale. Non per tutti, sia chiaro. Alcune pellicole necessitano certamente di qualche riga in più per essere trattate. Inoltre io di nome non faccio Gianni e di cognome non faccio Canova. Vogliate considerare quindi lo speciale nel suo insieme più come i pensieri di un appassionato di Cinema come voi, piuttosto che come una mera lista di recensioni di Alta Critica Cinematografica.

1. L'uccello dalle piume di cristallo (1970)
Nei gialli è fondamentale tenere lo spettatore incollato alla poltrona. E quale modo migliore se non renderlo complice dell'assassino? Fateci caso, le inquadrature soggettive ci mettono nei panni dell'assassino. Ci fanno vedere con i suoi occhi. Ci fanno ESSERE l'assassino. Vedete, in moltissimi punti del film è come se comparisse un bersaglio sulla schiena della vittima ti turno. Ti viene quasi da dire «adesso questo muore», e poi muore davvero. Ora, alcuni potrebbero pensare che questo renda il film prevedibile. In verità la vera bravura del regista sta proprio qui: facendoti capire cosa sta accadendo genera complicità, mentre l'impossibilità di aiutare la vittima genera impotenza. Queste due cose messe insieme creano l'ingrediente fondamentale di ogni buon film: l'IMMEDESIMAZIONE. 
Delle musiche di Morricone non ne parliamo nemmeno, sennò la micro-review diventa una standard-review.
Voto:


2. Il gatto a nove code (1971)
Da bambini tutti avevamo paura di una cosa: il buio. Lo riempivamo con ogni genere di orrore immaginabile. Crescendo, il timore è venuto meno perché diciamocelo, razionalmente nulla potrà mai nascondersi nel buio di camera nostra. Ma se non fosse così? Se, immersi nell'oscurità, ci fosse veramente qualcuno lì con noi? Qualcuno malvagio e conscio del fatto che non possiamo vederlo.


«Paura, eh?»
Ora, secondo S. S. Van Dine la regola numero uno di un buon giallo è che Il lettore deve avere le stesse possibilità del poliziotto di risolvere il mistero. Concordo, ovviamente. Essendo però questo Pazzi per il Cinema, fatemi enunciare quella che per me è la regola zero di un buon film giallo:
L'atmosfera deve essere ben realizzata.
Pensateci un attimo: anche un testo di Shakespeare sarebbe un'atrocità se avesse le atmosfere di Elisa di Rivombrosa, non vi pare?
Ora, di una cosa sono sicuro: Il gatto a nove code ha un'atmosfera spettacolare. Le musiche di Morricone e la regia di Argento (qui più "movimentata" rispetto al film precedente) contornano una trama per nulla banale e degna ancora oggi di essere seguita. Pazienza per la presenza di alcuni elementi pseudoscientifici che ne tradiscono l'età.
Voto: 

3. 4 mosche di velluto grigio (1971)
Peppe: Ma per forza in giro così devi andare?
Capannelle: Sportivo!
Peppe: Ma quale sportivo, stai in divisa da ladro...
Ecco, esattamente come ne I soliti ignoti, anche nei film di Argento potremmo fare un ragionamento analogo per l'abbigliamento degli assassini. Tuttavia non voglio dilungarmi su quanto questo sia non solo un bene, ma che rappresenti in realtà la proiezione mentale dell'idea del killer nella finzione e bla bla bla... Insomma, paroloni da critico che non si addicono alla mia persona. Quello che mi preme sottolineare è che ad Argento piace giocare con lo spettatore. Ascoltate, non voglio assolutamente fare spoiler a chi non ha mai visto questo film. Non dirò nulla nemmeno sull'inizio del film. Voglio invece lanciare una sfida a chi non l'ha mai visto: guardatevi i primi 7 o 8 minuti. Se dopo averlo fatto non salterete sulla sedia esclamando «Ma Argento è un genio! :O » restando totalmente rapiti da un film che ormai ha più di 30 anni sulle spalle, datemi pure del bugiardo.

Per quelli tra voi non interessati a raccogliere la mia sfida, lasciate che elenchi alcune delle numerose frecce che questa pellicola ha a sua disposizione:
- le musiche di Morricone.
- la scena dell'iniezione nel cuore di Pulp Fiction, un quarto di secolo prima di Pulp Fiction.
- Sangue che scorre rosso e fumante manco fosse vin brulé.
- Bud Spencer nei panni di Dio.
- L'ho già detto che ci sono le musiche di Morricone?

Tuttavia sapete una cosa? Forse quello che mi è piaciuto meno tra questi tre film è proprio 4 mosche di velluto grigio. Fermi, fermi, fermi! Posate i forconi (o nel nostro caso, le mannaie). Non sto dicendo che sia un brutto film, anzi! Fossero tutti così i gialli, diverrei presto un fan di questo genere. Quello che voglio dire è che, per quanto GENIALE possa essere, un certo risvolto "legato al titolo" (e chi può capire capisca) appare oggi un filo troppo datato. Va bene la sospensione dell'incredulità, ma probabilmente oggi la sceneggiatura sarebbe stata scritta diversamente in quei passaggi.
Voto: 

giovedì 6 febbraio 2014

7. Jack Reacher - La prova decisiva (2012)

Attenzione! Questo articolo è rivolto espressamente ai maschietti. Le fanciulle sono pregate di chiudete gli occhi e smettete di leggere.

Fatto? Bene, ora che siamo tra uomini parliamo di cose da uomini: non credete anche voi che per rendere un film migliore basterebbe aggiungere un cecchino?
Ehi! Cos'è questo brusio?
Come dite? Sì vabbè, grazie, anche io penso che l'aggiunta di Emma Watson risolleverebbe le sorti di qualsiasi pellicola ma o facciamo discorsi seri oppure tanto vale.

Dicevamo, prendiamo un thriller giudiziario, di quelli solidi e magari tratti da qualche bel romanzo. Mettete nella sceneggiatura forti dosi di corruzione, mafia russa, inseguimenti, esplosioni, complotti, fanciulle in pericolo, detective e tante altre cose che piacciono a noi rudi uomini duri, che quando da piccoli ci chiedevano cosa avremmo voluto fare da grandi rispondevamo "il taglialegna". Ora inserite ex militari, il fucile da cecchino di cui prima ed una manciata di proiettili sette e sessantadue. 
Bene, se a questo punto pensate che questi elementi stiano bene insieme nella stessa pellicola allora avete trovato il film da vedere stasera, che saprà intrattenervi con scene d'azione ben costruite ed una trama meno banale di quanto appaia in principio. Se al contrario nel leggere queste parole gli occhi non vi brillano ed il cuore non vi batte forte forte pazienza, probabilmente non avete seguito il consiglio in apertura.

Consigliato a:
Chi cerca un legal thriller con elementi action. Certo, lo spettatore più attento noterà una certa prevedibilità dei colpi di scena, ma questo non pregiudica la complessiva godibilità dell'opera.

Sconsigliato a:
Chi non sopporta i protagonisti "one man army". In questo caso vi consiglio caldamente Shooter con Mark Wahlberg.

VIDEORECENSIONE


lunedì 11 marzo 2013

23. La scomparsa di Patò (2012)

È raro che io guardi film dei quali abbia già letto il libro.
Non fraintendetemi, non sono una di quelle persone che sparano a zero su una pellicola solo perché "il libro è sempre meglio del film".
Letteratura e cinema sono due cose totalmente diverse.
Non è che se entrambi narrano una storia allora significa che sono confrontabili, altrimenti potrei benissimo dire che "queste scarpe sono più belle di questa sciarpa" solo perché entrambi sono capi di abbigliamento.

Comunque...
Dicevo che solitamente non guardo film dei quali ho già letto il libro perché già conosco sia l'intreccio che il finale, soprattutto se parliamo di un giallo.
Allora perché l'ho visto?
Ero curioso di vedere come avrebbero reso sullo schermo un romanzo epistolare e devo dire che gli è riuscito davvero bene. Certo, il film ha uno stile molto televisivo ma questo di certo non mina minimamente la fruibilità della pellicola.
La sceneggiatura riesce da sola a tenere in piedi l'intera produzione e quella che lo spettatore si trova davanti è una fenomenale storia investigativa, e ve lo dice uno che non impazzisce per i gialli.

Consigliato a:
Chi apprezza la serie de "Il commissario Montalbano" oppure semplicemente ama i bei gialli.

Sconsigliato a:

Chi non riesce a chiudere un occhio su film con una marcata impronta televisiva.
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