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giovedì 17 marzo 2022

RECENSIONE | The Batman

Oggi recensione di #TheBatman, visto fresco fresco al cinema. L'aspettativa era alta, e sappiamo tutti cosa accade quando le aspettative sono TROPPO alte...



giovedì 10 marzo 2016

8. Zootropolis (2016)

La Disney sforna un poliziesco! E chi se l'aspettava? Certo, gli spettatori più grandicelli districheranno il bandolo della matassa con un certo anticipo. Tuttavia i più piccoli troveranno in Zootropolis una storia non banale, divertente ed ingarbugliata al punto giusto ma mai noiosa o confusionaria. Inoltre il messaggio morale del film è ben veicolato ed è trasmesso in maniera non saccente, il che è un bene.

Animazione allo stato dell'arte, roba che la concorrenza si sogna.
Tecnicamente siamo ad altissimi livelli. I modelli dei protagonisti sono curati fin nei minimi dettagli ed i personaggi secondari non sono da meno. L'illuminazione ben gestita dona quel look da "cartone animato" che dall'avvento della computer grafica sembrava ormai perduto. Molto buono il 3D, con effetti pop-up ridotti all'osso per non stancare gli occhi dei più piccoli e scene luminose anche nelle inquadrature notturne. 

martedì 26 maggio 2015

Recensioni di Sin City e Grindhouse

AAARGH!!! Sono indietro con lo speciale, indietrissimo con le recensioni e devo ancora parlarvi del film degli Avengers che ho visto con gli amici settimane fa! Devo sbrigarmi! 

33. Sin City (2005)
Tarantino ha diretto Sin City? :O
Non proprio.
Ha diretto una sola sequenza con Benicio del Toro e Clive Owen nell'episodio Un'abbuffata di morte. Quindi perché parlare proprio di Sin City nello speciale su Tarantino e non citare invece altre sue partecipazioni degne di nota come la direzione di due dei migliori episodi di CSI di sempre? Per due motivi: numero uno, se iniziassimo a discutere anche di televisione questo blog cambierebbe presto nome in "Pazzi per il Trono di Spade". Numero due... Vabbè dai, non c'è un vero numero due. La verità è che mi andava di parlarvi di questo film e basta. Non so voi, ma per quanto non sia esattamente il miglior cinefumetto sulla piazza, Sin City mi ha preso fin dalla prima volta che l'ho visto. Sarà perché ci recitano attoroni come Rourke, Willis e Owen. Sarà perché ho sempre amato i film dal forte impatto visivo. La verità tuttavia è che probabilmente adoro come scrive Miller: a metà tra l'epicità di "ho visto cose" ed i dialoghi del primo Max Payne (il gioco, non quella cag**a con Wahlberg).
Inoltre i fan accaniti del fumetto gioiranno per l'estrema fedeltà della pellicola alle tavole originali, specialmente nelle inquadrature. Certo, avrebbe fatto piacere ritrovare la stessa fedeltà anche in personaggi come quello di Jessica Alba che, ricordiamolo, nel fumetto balla con le tette al vento, mentre qui... Ma vabbè, non si può avere tutto.

Consigliato a:
Chi cerca un film ben narrato, molto "pulp" e dall'impatto visivo decisamente unico.

Sconsigliato a:
Chi non ama le pellicole estremamente verbose.

34. Grindhouse - A prova di morte (2007)
Ricordate la scena di Pulp Fiction dove Samuel L. Jackson a.k.a. Jules assaggiando il caffè di Tarantino a.k.a. Jimmy gli fa: « Jimmy! Questa qui è roba da leccarsi i baffi! Io e Vincent ci saremmo accontentati di un caffè solubile istantaneo, giusto? E invece lui ci tira fuori questa roba da buongustai. » Ecco, è esattamente così che mi sono sentito dopo aver visto per la prima volta questo film: incredulo e piacevolmente sorpreso dell'estrema bontà di un prodotto che si rivela essere una vera sciccheria per intenditori. Vedete, tutti concordiamo sul fatto che i gusti cinematografici di Tarantino siano piuttosto... particolari, per dirla pulita. Quando ho saputo che avrebbe girato un film in onore dei vecchi B-Movie beh, ci sono andato con i piedi di piombo, pronto alla delusione.
Mai stato più contento di essere nel torto.
Con Grindhouse siamo di fronte ad una vera e propria dichiarazione d'amore ai film di serie B (ma anche C1 e C2). Le due parti che lo compongono, pur essendo girate con stili molto diversi tra loro, ben si amalgamano in una storia forse banalotta, ma che rapisce e sa intrattenere. Se nella prima metà troviamo prevalentemente dialoghi tarantiniani, personaggi improbabili ed il mai troppo celato feticismo per i piedi, nella seconda andiamo a strizzare l'occhio agli action movie anni '70, con particolare enfasi sui filtri cromatici e gli inseguimenti in auto. E lasciatemelo dire: il solo fatto di avermi riportato alla mente quel gran filmone che è Duel fa guadagnare al film non pochi punti a suo favore.
Grindhouse l'ho AMATO alla follia e meriterebbe facilmente 4 o addirittura 5 katane. Tuttavia, nell'improbabile caso che qualcuno di voi non l'abbia ancora visto, un voto così alto potrebbe alimentare false speranze e portare a cocenti delusioni. Questa pellicola è fin troppo di nicchia e potrebbe risultare noiosetta per qualcuno.
Voto:

La frase:
Ehi, Pam, ti ricordi quando ho detto che quest'auto era a prova di morte? Non dicevo una bugia... quest'auto è al cento per cento a prova di morte. Ma per godere di questo vantaggio, tesoro, dovresti essere seduta esattamente dove sono io!

Come avrete notato, per Sin City non ho dato un voto "in katane" proprio perché per definirlo un film di Tarantino ci vuole coraggio. Comunque la prossima volta parliamo degli ultimi due film girati dal maestro del Pulp e poi tireremo le somme su questo speciale. Dai che manca poco per far riprendere al sito ai suoi colori originali! Lo so, tutto questo giallo sta bruciando le retine pure a voi...

martedì 21 aprile 2015

Recensione Four Rooms + Jackie Brown: come perdere lettori

Continuano le recensioni dei film di Tarantino. Oggi impareremo che ci sono cose che un blogger non deve mai fare. Una di queste è non inimicarsi il proprio pubblico. Quindi mi son detto: queste due recensioni mettiamole qui e pubblicizziamole poco e niente, magari le notano in pochi...

29. Four Rooms (1995)
Film in quattro episodi scritti e diretti da altrettanti registi ed ambientato in un hotel. Un istrionico Tim Roth nei panni del neoassunto fattorino fa da fil rouge alla vicenda. Tarantino ha lasciato libertà assoluta agli altri tre suoi colleghi con risultati un po'... Vabbè, analizziamo nel dettaglio le quattro mini storie e giudicate voi.

Suite luna di miele - "Strano Intruglio"
L'inutilità fatta pellicola. Non c'è altro da aggiungere. "Trama" sterile, interpretazioni da Razzie Awards ed effetti visivi superflui. Nemmeno i seni allo stato brado che pervadono la vicenda riescono a risollevare le sorti di questo ignobile primo episodio. Cominciamo male...

Stanza 404 - "L'uomo sbagliato"
... e continuiamo peggio. Io mi domando: chi li ha scritti i dialoghi? Un liceale? No, li ha scritti Alexandre Rockwell. E chi cavolo è Alexandre Rockwell? Nessuno. È questo il punto. Alexandre Rockwell non è nessuno e si vede. Il confine tra "surreale" e "str**zata" è assai labile, e stavolta è andata male. Malissimo.

Stanza 309 - "I maleducati"
Rodriguez alla regia finalmente inizia a far decollare un film che finora ha viaggiato col freno a mano tirato. Audace la scelta di usare attori bambini e climax di eventi della tipica commedia degli errori ben si amalgamano fino al finale a sorpresa. Non sarà un capolavoro ma almeno si lascia guardare. 

Attico - "L'uomo di Hollywood"
A cosa servono una tavoletta di legno, tre chiodi, una balla di spago, un secchiello di ghiaccio, una ciambella, un panino ed un'accetta? Ebbene, a meno che non siate dei fan sfegatati di Hitchcock (o di Roald Dahl), la curiosità unita alla tracotanza verbale dello stesso Tarantino vi terranno incollati alla poltrona per i venti minuti scarsi che dura questo quarto ed ultimo episodio. Scritto, diretto ed interpretato da Tarantino, L'uomo di Hollywood varrebbe da solo la visione dell'intera pellicola. Perché uso il condizionale? Per due motivi. Numero uno, il resto oscilla tra l'inutile ed il perdibile passando per l'insulso. Numero due, la comicità slapstick di Tim Roth che pervade l'intero film potrebbe non piacere a tutti.
Voto:

La frase:
Ok Ted, presta attenzione. Io farò due mucchietti qui sul bancone, un mucchietto è già tuo e l'altro mucchietto potrebbe diventare tuo.

30. Jackie Brown (1997)
FERMI!
Lo so che l'occhio vi è già caduto sul voto in fondo all'articolo ma lasciatemi spiegare.
Jackie Brown l'ho visto più volte, l'ultima l'altra sera in compagnia, ed a quanto pare l'unico a non apprezzare questo film sono io... Vedete, dobbiamo dare atto a Tarantino di avere il pregio della semplicità. Mi spiego meglio. I soggetti dei suoi film sono sempre incredibilmente semplici. Per dirne una, ne Le iene il soggetto è "Una rapina va storta e i ladri sospettano che ci sia un infiltrato tra loro". Punto. Ma è proprio quando un soggetto è semplice che puoi sbizzarrirti nella sceneggiatura e tirare fuori il genio che è in te. Puoi modificare l'ordine cronologico delle sequenze oppure inserire dialoghi lunghi dieci minuti senza correre il rischio di far smarrire lo spettatore. L'avevano capito Hitchcock e Truffaut. Oggi l'hanno capito Nolan e lo stesso Tarantino. Tuttavia in questa pellicola si è voluto correlare la verbosità dei dialoghi tarantiniani con una trama un filo più complessa del solito. Risultato? Per esporla completamente si deve necessariamente rallentare il ritmo della narrazione. Questo a casa mia si legge "noia".
Bene, adesso premo il tasto "pubblica" e vado subito in aeroporto. Il volo per l'Indocina parte fra due ore.
Voto:

La frase:
Prova solo a fare una mossa falsa e ti ritrovi il cervello sulle mie tende.

giovedì 6 febbraio 2014

7. Jack Reacher - La prova decisiva (2012)

Attenzione! Questo articolo è rivolto espressamente ai maschietti. Le fanciulle sono pregate di chiudete gli occhi e smettete di leggere.

Fatto? Bene, ora che siamo tra uomini parliamo di cose da uomini: non credete anche voi che per rendere un film migliore basterebbe aggiungere un cecchino?
Ehi! Cos'è questo brusio?
Come dite? Sì vabbè, grazie, anche io penso che l'aggiunta di Emma Watson risolleverebbe le sorti di qualsiasi pellicola ma o facciamo discorsi seri oppure tanto vale.

Dicevamo, prendiamo un thriller giudiziario, di quelli solidi e magari tratti da qualche bel romanzo. Mettete nella sceneggiatura forti dosi di corruzione, mafia russa, inseguimenti, esplosioni, complotti, fanciulle in pericolo, detective e tante altre cose che piacciono a noi rudi uomini duri, che quando da piccoli ci chiedevano cosa avremmo voluto fare da grandi rispondevamo "il taglialegna". Ora inserite ex militari, il fucile da cecchino di cui prima ed una manciata di proiettili sette e sessantadue. 
Bene, se a questo punto pensate che questi elementi stiano bene insieme nella stessa pellicola allora avete trovato il film da vedere stasera, che saprà intrattenervi con scene d'azione ben costruite ed una trama meno banale di quanto appaia in principio. Se al contrario nel leggere queste parole gli occhi non vi brillano ed il cuore non vi batte forte forte pazienza, probabilmente non avete seguito il consiglio in apertura.

Consigliato a:
Chi cerca un legal thriller con elementi action. Certo, lo spettatore più attento noterà una certa prevedibilità dei colpi di scena, ma questo non pregiudica la complessiva godibilità dell'opera.

Sconsigliato a:
Chi non sopporta i protagonisti "one man army". In questo caso vi consiglio caldamente Shooter con Mark Wahlberg.

VIDEORECENSIONE


giovedì 9 gennaio 2014

2. R.I.P.D. - Poliziotti dall'aldilà (2013)

Da piccolo andavo matto per certe pellicole. Ma tanto. Prendiamo Ghostbusters uno e due per esempio. Ancora oggi se ricapita li riguardo entrambi volentieri, anche se ormai li conosco a memoria. Poi c'è da dire che sono cresciuto, anzi "cresciuto", a pane e X-Files e se pensate che nel momento in cui la Terra ancora non aveva visto Matrix, spuntava Men in Black beh... Capirete già che questo articolo sarà molto di parte.

Ora, prendete Men in Black. Sostituite gli alieni con mostri ultraterreni e, senza dimenticarvi i toni da commedia, shakerate con forza. Aggiungete a crudo altri due mostri (di bravura) come Jeff Bridges e Ryan Reynolds ed ecco che avrete tra le mani una pellicola divertente, che intrattiene e non annoia.
Certo, il film tradisce in più di un'occasione il fatto di essere rivolto ad un pubblico più "di giovani"  che "di grandi", soprattutto per una realizzazione molto cartoonesca dei mostri e delle sequenze d'azione.
La trama inoltre non sarà certo la più innovativa della storia del Cinema ed i colpi di scena saranno scontati e prevedibili, ma in ogni caso non si sente la necessità di alzarsi dal divano o cambiare canale. 
Registicamente poi il film gira bene, con messe in quadro sopra la media ed una direzione degli attori di tutto rispetto, con personaggi resi con la giusta ironia e che sanno prendersi in giro senza scadere nel caricaturale.

Consigliato a:
Chi ha amato almeno uno tra Men in Black e Ghostbusters oppure cerca un film d'azione divertente e pulito che possa essere guardato da tutta la famiglia.

Sconsigliato a:
Chi non è in vena di guardare film leggeri.

giovedì 5 settembre 2013

58. Caos (2005)

Se dopo così tanti anni ancora vengono prodotti film del genere un motivo deve pur esserci. E se poi, sempre dopo così tanti anni, questi film riescono ancora non solo a stupire ma addirittura innovare un genere che per troppe volte sembrava aver già detto tutto beh, allora significa che la pellicola può dirsi riuscita.

Signori (e badate bene ho detto "signori", le signorine stiano sicure che questo film non fa per loro) stappate le birre e preparate i panini, si prospetta una serata virilmente maschia all'insegna dell'intrattenimento che solo un film sulle rapine può offrire.
Non crediate di trovarvi di fronte una pellicola con una trama appena abbozzata, qui abbiamo elementi tipici del Cinema thriller che innalzano inaspettatamente i toni della produzione. Certo, siamo lontani anni luce da altri film sul genere ben più blasonati e la sceneggiatura soffre di una certa lentezza nella parte centrale che ne smorza il ritmo, ma la presenza di alcuni veri e propri colpi di genio innalza il film dal mare di mediocrità nel quale solitamente nuotano le pellicole d'azione a basso badget.
Poco importa se la regia contiene errori grossolani o se la recitazione di Wesley Snipes è molto sotto tono, Jason Statham e Ryan Phillippe compensano agevolmente la mancanza. Il film non solo intrattiene ma supera largamente le basse aspettative che è lecito attendersi dalle pellicole di questo genere.

Già che ci sono vi consiglio un altro film con Statham passato in sordina ma che credo meriti l'attenzione degli appassionati del genere action: Professione assassino del 2011. Anche questo tecnicamente non sarà eccelso ma è incredibilmente esaltante.

Consigliato a:
Chi non riesce a vivere senza Cinema d'azione. Anzi, consigliato SOLO a chi non riesce a vivere senza Cinema d'azione.

Sconsigliato a:
Chi non è disposto a chiudere un occhio (o magari tutti e due) su una regia che definire scadente è un complimento.
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