Google+ Pazzi per il Cinema: 31. Happiness - Felicità (1998)
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mercoledì 3 aprile 2013

31. Happiness - Felicità (1998)

A me piace pensare che chi fa film il Cinema lo ami per davvero e che in qualche modo voglia trasmettere dei valori. Oppure semplicemente desideri realizzare un prodotto di intrattenimento che risulti piacevole.
Vedendo questa pellicola capisci invece che certi cineasti vogliono solo veder bruciare il mondo.
Voglio essere chiaro fin dal principio, questo film è Merde d'Artiste: per i Grandi Critici sarà pure un'opera colta dai reconditi significati ma per chi come noi vive sulla Terra è solo un osceno composto organico comunemente detto m... vabbè dai, ci siamo capiti. 

Ehilà? Critici? Mi sentite laggiù in fondo? Volevo dirvi che non basta che un film tratti temi scottanti per avere un film d'autore. Come dite? No mi spiace, non basta nemmeno che sia noioso come un sasso.
Quello che serve in prima istanza è avere un bravo regista. Poi magari una sceneggiatura scritta bene ed infine degli attori decenti.
Qui a parte gli attori il resto è vuoto siderale.

Partiamo dalla sceneggiatura.
I dialoghi spaziano dal mediocre all'insulso passando per l'irritante, roba che un ragazzo di seconda superiore con la media del cinque può fare meglio. Considerando poi che l'intero film è basato unicamente sui dialoghi...
Caro il mio sceneggiatore, se vuoi trattare di temi scottanti sii almeno un discreto prosatore, se non sai scrivere bene ma ami il cinema non buttarti sulle sceneggiature, apriti un blog! Lo fanno in tanti, sai?

La regia... oddio la regia...Come detto, l'intera pellicola è formata da dialoghi a due. Per girare un dialogo a due bisogna saper dirigere bene, inquadrando alternativamente i due interlocutori in modo da variare la messa in quadro e non far cadere l'attenzione dello spettatore. Qui il regista inquadra prima un personaggio, poi l'altro. Poi torna sul primo, poi li inquadra entrambi e poi si addormenta dietro la macchina da presa e ci regala quattro, cinque interminabili minuti di camera fissa. Ma non vi preoccupate, l'immagine dei due interlocutori di turno non vi rimarrà impressa sulla retina perché tanto vi addormenterete prima.

Penso che le raccolte punti tipo quelle della Mulino Bianco non debbano essere relegate alle merendine ma dovrebbero essere fatte anche per i medicinali. Che so, con 30 punti di Tavor dimostro di essere cliente affezionato e mi porti a casa una copia di Happiness.

Consigliato a:
Chi ha sempre sognato di alzarsi dal divano alla fine di un film esclamando "Grazie a Dio è finito!". Altro che Felicità, dovevano chiamarlo Agonia.

Sconsigliato a:
Tutti, a meno che non cerchiate un film fintamente colto da sfoggiare per darvi pateticamente un tono.

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