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lunedì 22 luglio 2013

50. Pazze di me (2013)

Ho commesso due errori.
Il primo, ovviamente, di farmi convincere a guardare questo "film".
Il secondo, procrastinare la stesura di questo articolo fino ad oggi.
Vedete, dopo neanche due settimane dalla visione non ricordo praticamente più nulla della pellicola. Tutto è drenato via come acqua versata sulla ghiaia. Puff! Svanito. Vuoto totale. Eppure non credo di soffrire di una forma giovanile di morbo di Alzheimer, penso piuttosto che il film faccia talmente cag... Scusate, volevo dire che penso piuttosto che il film non sia abbastanza bello da restare impresso e che la mia falla mnemonica sia dovuta ad un meccanismo di difesa tipo il diniego delle esperienze traumatiche, capite?

Oddio, se mi spremessi forte forte le meningi qualche flash mi ritornerebbe in mente ma il fatto è che non ci si può sforzare poi troppo in questi casi perché il "film" già di suo fa abbastanza cag... ehm... volevo dire che anche ammesso che mi torni in mente qualcosa non sarebbe poi molto interessante da inserire in questo articolo. Finirei col parlare della recitazione di livello infimo, di quanto l'intreccio risulti banale e di come Fausto Brizzi dimostri di essere un regista capace ma che finisce sempre a dirigere sceneggiature che fanno cag... che non sono poi molto belle.

La cosa veramente triste però è che ultimamente qui in Italia prodotti di questo tipo spuntano come funghi dopo un temporale. Ma basta! Non se ne può più di pellicole che sembrano avere la data di scadenza come gli yogurt. Sembra quasi che tra le scritte in piccolo delle locandine ci sia stampato qualcosa tipo "da consumarsi preferibilmente entro la fine della stagione".
Io vi prego cineasti italiani, cambiate registro ed anche alla svelta perché qua stiamo marcando molto ma molto male. Non lamentatevi poi se la gente non va più a vedere i film al cinema. Altro che "c'è la crisi" o "la gente scarica da internet", la verità è che non sapete più girare film buoni.

Consigliato a;
Chi soffre di stipsi.

Sconsigliato a:
Chiunque nutra un briciolo di amor proprio.

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